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		<title>Liquidi</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 13:02:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  I liquidi differentemente dai gas sono soggetti a forze attrattive, che pur impedendone il libero movimento permettono alle molecole di scorrere l’una sulle altre. I liquidi possiedono delle propriet ben definite quali: la densit, la tensione superficiale, la capillarit e la diffusione.
  I liquidi presentano una densit ben definita, che aumenta quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  I liquidi differentemente dai gas sono soggetti a forze attrattive, che pur impedendone il libero movimento permettono alle molecole di scorrere l’una sulle altre. I liquidi possiedono delle propriet ben definite quali: la densit, la tensione superficiale, la capillarit e la diffusione.</p>
<p>  I liquidi presentano una densit ben definita, che aumenta quando con l’abbassarsi della temperatura il loro volume diminuisce. L’acqua fa eccezione poich con la bassa temperatura aumenta di volume in quanto le sue molecole si aggregano in ampie cavit esagonali.<br /><span id="more-3343"></span><br />  La tensione superficiale  la tendenza di una piccola massa liquida di assumere la forma sferica corrispondente alla superficie minima, a causa dell’attrazione tra le molecole che rende lo strato superficiale una membrana elastica.</p>
<p>  La capillarit  un fenomeno che permette all&#039;acqua di salire in tubicini molto sottili. Questo fenomeno  spiegato dall&#039;esistenza di forze di attrazione tra le molecole dell&#039;acqua e le pareti del tubicino, dette forze di adesione. In questo caso la superficie libera del liquido  si presenta incurvata, formando un menisco.</p>
<p>  La diffusione  quella propriet per cui due liquidi miscibili diffondono l’uno nell’altro in modo uniforme. Con l’aumentare della temperatura, la diffusione diviene pi rapida poich cresce l’energia cinetica delle particelle.</p>
<p>  Inoltre i volumi di liquidi mischiabili tra loro non si sommano, infatti i liquidi presentono spazi vuoi tra le molecole quindi le molecole di un liquido occupa gli spazi vuoti dell’altro. Per questo motivo il volume della soluzione finale risulta inferiore alla somma dei due volumi.</p>
<p>  Nell&#039;evaporazione le molecole pi prossime alla superficie libera del liquido abbandonano il liquido stesso e passano nell&#039;aria. Questo avviene quantit di energia termica acquistate dalle molecole, che permette alle particelle di avere una maggiore velocit media e quindi di vincere le forze attrattive che le mantengono nella fase liquida. La pressione esercitata dal vapore in equilibrio con il liquido  chiamata pressione di vapore o tensione di vapore e cresce con l’aumentare della temperatura perch aumenta l’energia cinetica media delle molecole del liquido.</p>
<p>  L’ebollizione avviene quando con il riscaldamento la pressione di vapore  uguale alla pressione atmosferica, quindi la temperatura di ebollizione di un liquido  la temperatura a cui la sua pressione di vapore uguaglia la pressione atmosferica e risulta influenzata dall’aumentare della pressione. Durante l’ebollizione vi  la formazione di bolle di vapore acqueo che dall’interno del liquido salgono in  superficie, l’agitazione della superficie, la formazione di nebbia sulla superficie, la diminuzione evidente del volume del liquido se il processo  continuo e la temperatura rimane costante.</p>
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		<title>Levi, Primo &#8211; Il giocoliere</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 13:02:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Nei lager oltre ai deportati vi erano anche i cos detti &#8220;triangoli verdi&#8221;, tedeschi che avevano scelto di vivere nei lager per scontare la propria pena anzich in prigione. Tra questi vi era Eddy, un compagno di Levi, autore e voce narrante del brano. Egli era un giocoliere e rapinatore allo stesso tempo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  Nei lager oltre ai deportati vi erano anche i cos detti &#8220;triangoli verdi&#8221;, tedeschi che avevano scelto di vivere nei lager per scontare la propria pena anzich in prigione. Tra questi vi era Eddy, un compagno di Levi, autore e voce narrante del brano. Egli era un giocoliere e rapinatore allo stesso tempo, tedesce, biondo dal fisico snello e burlone anche sul lavoro. Per il fatto di essere appunto un individuo fuori dal normale fu eletto subito kapo di quel gruppo di deportati: <span id="more-3310"></span>egli non temeva nulla, niente e nessuno e per la sua simpatia era in grado di rallegrare l&#039;ambiente totalmente ostile dei lager. Un giorno arriv un camion pieno di tubi di cartone e Levi fu chiamato a scaricarne il carico in una cantina isolata e buia. Eddy gli diede le giuste istruzione per compiere il lavoro e si allontan; Levi aspettava da tempo quel momento: era solo in quella cantina e, avendo a disposizione un mozzicone di matina e un pezzo di carta, decise di scrivere sue notizie ai parenti in Italia econsegnare le lettere ad un fattorino italiano poich per loro era vietato scrivere e spedire lettere. Ma Eddy stava osservando in disparte la scena e avvicinatosi a Levi gli diede uno schiaffo, non per punizione, ma per aiutarlo a capire che se l&#039;avrebbero scoperto sarebbe finito in guai seri. Prese la lettera, e si allontan per verificare se il contenuto fosse compromettente. Ritorn dopo una lunga ora e ammonito nuovamete il povero Levi se ne and indifferente senza avvertire nessuna guardia di quanto era successo. Passarono alcuni giorni da quello spiacevole inconveniente, giorni durante i quali Eddy non si era fatto vedere: era stato infatti trattenuto dalle spie che gli avevano appeso al collo un cartello con sopra scritto &#8220;omosessuale&#8221;; ma ci non lo turbava affatto, neanche nel vedere i suoi compagni, che con occhi stupefatti osservavano il loro vecchio kapo.</p>
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		<title>I giovani e il lavoro</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 13:02:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Numerose sono le circostanze che concorrono e hanno concorso alla determinazione del problema della disoccupazione, che oggi giorno si verifica soprattutto tra i giovani.  I pi comuni sono i continui cambiamenti nei modi di produzione, che oggi vedono l&#039;avanzare della automazione e della tecnologia informatica in molti settori e  la razionalizzazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  Numerose sono le circostanze che concorrono e hanno concorso alla determinazione del problema della disoccupazione, che oggi giorno si verifica soprattutto tra i giovani.<br />  I pi comuni sono i continui cambiamenti nei modi di produzione, che oggi vedono l&#039;avanzare della automazione e della tecnologia informatica in molti settori e  la razionalizzazione della produzione che si concentra sulla quantit del profitto e sulla riduzione dei costi. Si intende quindi dimostrare il problema costituito dalla difficolt di trovare un lavoro tra i giovani e con quali strumenti e soluzioni si intende risolvere il problema.                                 <br /><span id="more-3230"></span>  Numerose persone finiscono cos per non trovare lavoro o per perderlo, perch per et o grado di istruzione non riescono ad adeguarsi alle nuove tecnologie. Come F.Colombo cita, nel quotidiano “La Repubblica”,  giusto che i giovani siano preparati per sfruttare le nuove tecnologie, per si rischia che essendo di pochi, questa preparazione, la maggior parte dei lavoratori rimanga esclusa arrecando fenomeni rivelanti. Si  cos creata una disuguaglianza tra la classe dirigente e quella operaia: i salari infatti sono fissi e in crescita per la classe dirigente che amministra e decide quelli per la classe operaia. Questo si ripercuote sulla qualit della vita di gran parte della popolazione, che si vede diminuire i redditi e comunque si sente minacciata perch i ricchi continuano ad arricchirsi mentre i poveri vivono a stento nella societ e il ceto medio rimane circa quello che  (J.Rifkin, la fine del lavoro, Milano,Baldini/Castaldi,1995).<br />  Il problema della disoccupazione tender ad essere permanente, ma davvero la nostra esistenza sar modificata anche negli anni a venire da questa piaga, malgrado i continui progressi raggiunti dalla scienza e dalla tecnica?<br />  Si spera di no perch bisogna dare la possibilit a tutti di riuscire ad entrare nel mondo del lavoro, soprattutto ai giovani che fanno sempre pi fatica ad inserirsi, ma che sono il futuro della societ.<br />  La disoccupazione non  un problema nuovo, ma avendo la rivoluzione industriale cambiato il volto dell&#039;Occidente, si ripresenta  ad ogni significativo cambiamento tecnologico.<br />  Bisogna svincolarsi dall&#039;idea che i posti di lavoro siano una quantit fissa che non permette l’entrata di nuove menti perch molto dipende dalla decisione di individui e societ e dalla loro capacit di allontanare nuove necessit. Il numero di posti di lavoro dipende quindi anche dalla buona volont e dalla cultura dell’individuo. “Lavoro e mercati” del dicembre 1999 esprime che il lavoro fisso  ormai superato perch le nuove generazioni avranno tecnologie superiori applicate ai processi di produzione e si potranno avere mutamenti di lavoro durante il corso della vita. Da qui la necessit che il lavoratore si riqualifichi sempre e in breve tempo. La scuola deve dare ai giovani una preparazione ampia e flessibile per essere considerata il futuro dell’uomo. Per fronteggiare il problema della disoccupazione bisogna considerare il lavoro in modo diverso, non una condanna, ma un impegno serio e soprattutto creativo, dove ciascuno esprima la propria personalit. Non ci dovrebbe essere pi la cultura ad oltranza del posto fisso, a cui si accedeva per diritto, senza avere magari nessun requisito, ma maggiori flessibilit e impegno, maggiore volont di raggiungere dei risultati, di porsi al servizio di individui e comunit, in modo intelligente e utile. Soprattutto sar necessario responsabilizzare gli individui, far s che facciano propria l&#039;idea di formazione continua nello sviluppo di adeguati percorsi formativi. <br />  Importante sar una scolarizzazione diffusa, ma ancora pi importante la disponibilit a imparare in autonomia nell&#039;intero arco della vita, anche fuori dal normale contesto scolastico.Il lavoratore necessita di occupazioni sufficientemente attraenti, pagate adeguatamente, di alternare periodi di lavoro a periodi di studio e di un tempo libero flessibile. Sar necessario attutire gli squilibri sociali affinch impediscano lo sviluppo della povert e offrano a tutti opportunit di formazione e di cambiamento.<br />  Il problema pi importante  quello dei giovani che costituiscono, tra i 15 e 24 anni, il maggior numero di disoccupati; questi riescono ad introdursi nel lavoro solo con incarichi temporanei e a orario ridotto perch  richiesta esperienza che non pu essere acquisita senza lavoro. Quindi bisognerebbe dare maggiori opportunit ai giovani di entrare nel mondo del lavoro per crearsi cosi una vita propria e redditizia.</p>
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		<title>Liber I &#8211; Par. 81</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 13:02:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  De comitiis consularibus, quae tum primum illo principe ac deinceps fuere, vix quicquam firmare ausim: adeo diversa non modo apud auctores, sed in ipsius orationibus reperiuntur. Modo subtractis candidatorum nominibus originem cuiusque et vitam et stipendia descripsit ut qui forent intellegeretur; aliquando ea quoque significatione sub tracta candidatos hortatus ne ambitu comitia turbarent, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  De comitiis consularibus, quae tum primum illo principe ac deinceps fuere, vix quicquam firmare ausim: adeo diversa non modo apud auctores, sed in ipsius orationibus reperiuntur. Modo subtractis candidatorum nominibus originem cuiusque et vitam et stipendia descripsit ut qui forent intellegeretur; aliquando ea quoque significatione sub tracta candidatos hortatus ne ambitu comitia turbarent, suam ad id curam pollicitus est. Plerumque eos tantum apud se professos disseruit, quorum nomina consulibus edidisset; posse et alios profiteri, si gratiae aut meritis confiderent: speciosa verbis, re inania aut subdola, quantoque maiore libertatis imagine tegebantur, tanto eruptura ad infensius servitium.<br /><span id="more-3362"></span>  Sui comizi consolari, su quelli tenutisi allora per la prima volta sotto Tiberio e su quelli successivi,  azzardato fare affermazioni precise: tanto disparate sono le notizie rintracciabili non solo negli storici ma anche nei discorsi dello stesso Tiberio. In alcuni casi, senza citare il nome dei candidati, illustrava di ciascuno l&#039;origine, la vita e la carriera militare, in modo che si capisse di chi parlava; altre volte, tolte anche quelle indicazioni e raccomandato ai candidati di non turbare i comizi, brigando per i voti, promise il suo interessamento per il loro successo; il pi delle volte spieg che aveva comunicato ai consoli solo i nomi di quelli che si erano presentati a lui; altri potevano candidarsi, se contavano sul proprio credito e sui propri meriti: belle parole, ma in sostanza vane o subdole, e quanto pi ammantate di un&#039;apparenza di libert tanto pi destinate a sfociare in una schiavit odiosa.</p>
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		<title>I vulcani</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 13:02:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  Il vulcano  una spaccatura creata nella crosta terrestre dalla quale fuoriesce il” magma” proveniente dal sottosuolo( “Lava”).  Il vulcano  un piccolo rilievo che ha una forma conica e che ha alla sommit un’apertura chiamata”cratere” da cui fuoriesce il magma, e un condotto interno attraverso il quale passa la lava.  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  Il vulcano  una spaccatura creata nella crosta terrestre dalla quale fuoriesce il” magma” proveniente dal sottosuolo( “Lava”).<br />  Il vulcano  un piccolo rilievo che ha una forma conica e che ha alla sommit un’apertura chiamata”cratere” da cui fuoriesce il magma, e un condotto interno attraverso il quale passa la lava.<br />  Un’eruzione vulcanica si svolge in varie fasi:<br />  nella fase iniziale si avvertono dei forti rumori sotterranei  seguiti da emissioni solforose.In seguito,per l’azione di gas spinti da forze interne della terra,si ha l’esplosione e i materiali che ricoprono il cratere insieme a tutti gli altri frammenti solidi,saltano in aria. <br /><span id="more-3247"></span>  Come fase finale dopo l’esplosione si ha la fuoriuscita della lava ad una temperatura di 1000 gradi.<br />  Questa fase  importante in quanto la lava fuoriuscendo,scivola lungo le pendici del vulcano distruggendo e trascinando tutto ci che trova.<br />  Ci sono due tipi di vulcani,uno che emette lava ed un altro che emette cenere. Anche la durata dell’eruzione cambia a seconda del vulcano. <br />  Quando un vulcano non ha eruzioni per un lungo periodo si dice che  “spento”<br />  Ma in queste zone si manifestano fenomeni di vulcanismo secondario: sorgenti di acque termali, minerali e “geyser”,colonne di acqua bollente che si alzano dal suolo ad intermittenza.<br />  In Italia i vulcani attivi sono l’Etna e Stromboli, mentre sono vulcani spenti il Vesuvio e Vulcano.<br />  Tutti questi vulcani si trovano in prossimit di centri abitati dunque  molto importante tenere sotto controllo ogni movimento del suolo per poter prevedere in tempo utile un’eventuale eruzione.<br />  In Italia il Vesuvio  il vulcano pi a  alto rischio poich le sue eruzioni esplosive potrebbero avere conseguenze disastrose sulla densa urbanizzazione della zona.<br />  Invece l’Etna avrebbe una fuoriuscita di magma maggiormente controllabile.</p>
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		<title>Lucrezio &#8211; De rerum natura &#8211; Liber V, 1029-1090</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 13:02:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Liber V &#8211; vv. 1029-1090
  At varios linguae sonitus natura subegit  mittere et utilitas expressit nomina rerum,   non alia longe ratione atque ipsa videtur  protrahere ad gestum pueros infantia linguae,  cum facit ut digito quae sint praesentia monstrent.  sentit enim vim quisque suam quod possit abuti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  Liber V &#8211; vv. 1029-1090</p>
<p>  At varios linguae sonitus natura subegit<br />  mittere et utilitas expressit nomina rerum, <br />  non alia longe ratione atque ipsa videtur<br />  protrahere ad gestum pueros infantia linguae,<br />  cum facit ut digito quae sint praesentia monstrent.<br />  sentit enim vim quisque suam quod possit abuti.<br />  cornua nata prius vitulo quam frontibus extent, <br />  illis iratus petit atque infestus inurget.<br />  at catuli pantherarum scymnique leonum<br /><span id="more-3045"></span>  unguibus ac pedibus iam tum morsuque repugnant,<br />  vix etiam cum sunt dentes unguesque creati.<br />  alituum porro genus alis omne videmus <br />  fidere et a pennis tremulum petere auxiliatum.<br />  proinde putare aliquem tum nomina distribuisse<br />  rebus et inde homines didicisse vocabula prima,<br />  desiperest. nam cur hic posset cuncta notare<br />  vocibus et varios sonitus emittere linguae, <br />  tempore eodem alii facere id non quisse putentur?<br />  praeterea si non alii quoque vocibus usi<br />  inter se fuerant, unde insita notities est<br />  utilitatis et unde data est huic prima potestas,<br />  quid vellet facere ut sciret animoque videret? <br />  cogere item pluris unus victosque domare<br />  non poterat, rerum ut perdiscere nomina vellent.<br />  nec ratione docere ulla suadereque surdis,<br />  quid sit opus facto, facilest; neque enim paterentur<br />  nec ratione ulla sibi ferrent amplius auris <br />  vocis inauditos sonitus obtundere frustra.<br />  postremo quid in hac mirabile tantoperest re,<br />  si genus humanum, cui vox et lingua vigeret,<br />  pro vario sensu varia res voce notaret?<br />  cum pecudes mutae, cum denique saecla ferarum <br />  dissimilis soleant voces variasque ciere,<br />  cum metus aut dolor est et cum iam gaudia gliscunt.<br />  quippe enim licet id rebus cognoscere apertis.<br />  inritata canum cum primum magna Molossum<br />  mollia ricta fremunt duros nudantia dentes, <br />  longe alio sonitu rabies stricta minatur,<br />  et cum iam latrant et vocibus omnia complent;<br />  at catulos blande cum lingua lambere temptant<br />  aut ubi eos lactant, pedibus morsuque potentes<br />  suspensis teneros imitantur dentibus haustus, <br />  longe alio pacto gannitu vocis adulant,<br />  et cum deserti baubantur in aedibus, aut cum<br />  plorantis fugiunt summisso corpore plagas.<br />  denique non hinnitus item differre videtur,<br />  inter equas ubi equus florenti aetate iuvencus <br />  pinnigeri saevit calcaribus ictus Amoris<br />  et fremitum patulis sub naribus edit ad arma,<br />  et cum sic alias concussis artibus hinnit?<br />  postremo genus alituum variaeque volucres,<br />  accipitres atque ossifragae mergique marinis <br />  fluctibus in salso victum vitamque petentes,<br />  longe alias alio iaciunt in tempore voces,<br />  et quom de victu certant praedaque repugnant.<br />  et partim mutant cum tempestatibus una<br />  raucisonos cantus, cornicum ut saecla vetusta <br />  corvorumque gregis ubi aquam dicuntur et imbris<br />  poscere et inter dum ventos aurasque vocare.<br />  ergo si varii sensus animalia cogunt,<br />  muta tamen cum sint, varias emittere voces,<br />  quanto mortalis magis aequumst tum potuisse <br />  dissimilis alia atque alia res voce notare!<br />  Ma chi li spinse a foggiare con vari suoni il linguaggio<br />  fu la natura, e il vantaggio produsse i nomi alle cose.<br />  In quella guisa a un dipresso che la impotenza evidente<br />  a formular la parola induce i bimbi a gestire,<br />  come fan quando col dito segnan le cose presenti:<br />  perch ciascuno capisce di che si possa servire.<br />  Ancora prima che in fronte spuntin le corna al torello,<br />  a testa bassa, infuriato, s&#039;avventa e cozza con esse:<br />  invece i piccoli delle pantere ed i leoncini,<br />  quando non son quasi ancora usciti i denti e gli artigli,<br />  contrastan gi con l&#039;unghiate e le zampate ed i morsi.<br />  E, lo vediamo, gli uccelli tutti si affidano all&#039;ali,<br />  e chiedon tutti alle piume un tremolante sostegno.<br />  Pensar che alcuno alle cose abbia assegnato i lor nomi,<br />  e che di l gli uomini abbiano appreso i primi vocaboli,<br />  questo  un uscir di cervello. Come poteva costui<br />  tutto indicar con le voci, e modular varii suoni,<br />  se, nel contempo, nessun altro era in grado di farlo?<br />  Inoltre donde a costui venne l&#039;idea del vantaggio,<br />  donde ebbe, sin dall&#039;origine, la facolt di sapere<br />  ci che voleva, e di scorgerlo perfettamente distinto,<br />  se fino allora nessuno aveva usato il linguaggio?<br />  E non poteva, uno solo, piegare i molti e costringerli,<br />  vinti, a imparar di buon animo i nomi posti alle cose;<br />  non si istruiscono i sordi, ne si convincono con la<br />  logica a far quanto devono: e poi non lo soffrirebbero,<br />  ne lascerebbero mai che troppo a lungo ed invano<br />  voci dal suono inaudito intronin loro le orecchie.</p>
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		<title>Guicciardini, Francesco &#8211; &#8220;Ricordi&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 13:02:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  VI &#8211; La discrezione l&#039;ingratitudine  L&#039;uomo non pu dominare gli eventi, perci  impossibile dare consigli d&#039;azioni universalmente valide, dettare principi generali e assoluti. Non resta che prender le cose per il loro verso, giudicandole caso per caso, nelle loro infinite sfumature.  evidente qui il contrasto con Machiavelli.
  XI &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  VI &#8211; La discrezione l&#039;ingratitudine<br />  L&#039;uomo non pu dominare gli eventi, perci  impossibile dare consigli d&#039;azioni universalmente valide, dettare principi generali e assoluti. Non resta che prender le cose per il loro verso, giudicandole caso per caso, nelle loro infinite sfumature.  evidente qui il contrasto con Machiavelli.</p>
<p>  XI &#8211; L&#039;ingratitudine<br />  C&#039; nel Guicciardini un senso di nostalgia per gli uomini nobili e puri.</p>
<p>  XV, XVI, XVII &#8211; Le ambizioni umane<br /><span id="more-3193"></span>  I ricordi furono scritti dopo il ritiri alla vita politica, dopo, cio, la sua esistenza e tutto il suo lungo prodigarsi gli apparivano nella luce amara dell&#039;insuccesso e della vanit. Alla fine di questo pensiero il prevalente tono pessimistico passa in secondo piano: il desiderio dell&#039;onore e della gloria appare una necessit imprescindibile dell&#039;animo umano. Anche questo  un pensiero autobiografico come quello contenuto nel 15.</p>
<p>  XXVIII &#8211; La corruzione del clero<br />  La critica del Guicciardini non riguarda in alcun modo il contenuto della religione cattolica, ma si appunta sulla corruzione morale delle gerarchie ecclesiastiche assai evidente in quei tempi, da cui prese le mosse la protesta di Martin Lutero. L&#039;autorit della Chiesa che il Guicciardini vorrebbe vedere sminuita  quella politica, che egli avverte in netto contrasto con gli ideali veri del cristianesimo.</p>
<p>  XXX &#8211; La fortuna<br />  Guicciardini afferma, al contrario di Machiavelli, che un sovrano potrebbe salire al trono unicamente grazie alla fortuna a lui favorevole. La fortuna quindi  molto pi importante della virt propria di ogni uomo.</p>
<p>  XXXII &#8211; L&#039;ambizione<br />  Guicciardini divide l&#039;ambizione in negativa e positiva. Negativa quando, per realizzare i propri progetti chi detiene il potere non si fa scrupolo di calpestare i valori fondamentali dell&#039;uomo (la coscienza, l&#039;onore, l&#039;umanit).</p>
<p>  XXXVI, XXXVII &#8211; Le relazioni sociali<br />  L&#039;uomo nelle relazioni politiche-sociali deve sapersi porre: la dissimulazione e la menzogna possono servire come strumento utile alla realizzazione dei propri scopi.</p>
<p>  XLIV &#8211; L&#039;essere e l&#039;apparire<br />  La famiglia deve saper educare il proprio figlio e dargli una buona morale.</p>
<p>  LX, LXI &#8211; Le &#8220;Varie nature degli uomini&#8221;<br />  Guicciardini avverte l&#039;estrema complessit del reale e l&#039;impossibilit dell&#039;uomo di dominarlo pienamente, di imprimervi il suggello della propria razionalit; e avverte inoltre l&#039;estrema precariet del nostro vivere.</p>
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		<title>Legge Hardy-Weinberg (2)</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 13:02:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  La popolazione in equilibrio  un entit astratta non soggetta a evoluzione. Per capire quali forze inducono l´evoluzione nelle popolazioni  utile considerare le caratteristiche di una popolazione non soggetta a evoluzione.  Nel 1908, G. H. Hardy e W. Weinberg definirono popolazione in equilibrio una popolazione all´interno della quale n le frequenze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  La popolazione in equilibrio  un entit astratta non soggetta a evoluzione. Per capire quali forze inducono l´evoluzione nelle popolazioni  utile considerare le caratteristiche di una popolazione non soggetta a evoluzione.<br />  Nel 1908, G. H. Hardy e W. Weinberg definirono popolazione in equilibrio una popolazione all´interno della quale n le frequenze alleliche n la distribuzione dei genotipi mutano col succedersi delle generazioni. Non modificandosi le frequenze degli alleli, non si ha evoluzione.<br /><span id="more-3353"></span>  Una popolazione resta in equilibrio solo se in essa si verificano alcune condizioni restrittive:<br />  non devono verificarsi mutazioni;<br />  non deve verificarsi un flusso di geni tra popolazioni, cio non deve esserci una migrazione netta di alleli verso l´interno della popolazione (immigrazione) o verso l´esterno (emigrazione); <br />  la popolazione deve essere ampia (teoricamente infinita);<br />  non si deve verificare selezione naturale, vale a dire tutti i genotipi devono possedere le stesse capacit adattative e riproduttive.<br />  Soddisfatte queste condizioni, le frequenze alleliche entro una popolazione rimarranno costanti per un periodo di tempo indefinito. Tale equilibrio  espresso dalla seguente equazione: <br />  p + q = 1 da cui (p + q) = p + 2pq + q = 1<br />  In questa equazione la lettera p indica la frequenza di un allele e la lettera q indica la frequenza dell´altro allele; p pi q deve sempre essere uguale a 1 (cio il 100% degli alleli di quel particolare gene nel pool genico). L´espressione p indica la frequenza di individui omozigoti per un allele, q la frequenza di individui omozigoti per l´altro allele e 2pq la frequenza degli eterozigoti.<br />  Il venir meno di una o pi di queste condizioni determina un cambiamento delle frequenze alleliche, cio un´evoluzione. Pochissime popolazioni naturali sono in perfetto equilibrio. Per la legge di Hardy-Weinberg, cinque sono i fattori principali che governano i mutamenti evolutivi a carico di una certa popolazione:<br />  Selezione naturale;<br />  Mutazioni, che forniscono il materiale grezzo per il cambiamento, ma le frequenze di mutazione sono generalmente cos basse che, di per s, le mutazioni non determinano la direzione del cambiamento evolutivo;<br />  Flusso genico, cio il movimento di alleli verso l´interno o verso l´esterno del pool genico, pu introdurre nuovi alleli o alterare la proporzione degli gi presenti. Ha spesso l´effetto di controbilanciare la selezione naturale;<br />  Deriva genica,  il fenomeno per cui certi alleli aumentano o diminuiscono di frequenza e, talvolta, anche scompaiono, come risultato di eventi casuali. Esempio di deriva genica  il fenomeno detto &#8220;collo di bottiglia&#8221;;<br />  Accoppiamento non casuale, che provoca cambiamenti nelle proporzioni dei genotipi, ma pu anche non influire sulle frequenze alleliche.</p>
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		<title>Leopardi,  Manzoni &#8211; Confronto</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 13:02:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Vita e pensiero  Leopardi nacque a Recanati il 29 giugno 1798 da famiglia nobile ma con problemi finanziari, nelle Marche che  in questo periodo erano sotto lo Stato Pontificio. Gi da piccolo  inizi a studiare con un precettore e poi continua da autodidatta studiando dai libri della grande biblioteca del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  Vita e pensiero<br />  Leopardi nacque a Recanati il 29 giugno 1798 da famiglia nobile ma con problemi finanziari, nelle Marche che  in questo periodo erano sotto lo Stato Pontificio. Gi da piccolo  inizi a studiare con un precettore e poi continua da autodidatta studiando dai libri della grande biblioteca del padre. Questo impegno nello studio fa si che la sua debole salute sia compromessa per sempre. Nel 1819 cerc di suicidarsi ma non  riuscendo progetta di fuggire ma viene scoperto dal padre e pochi mesi dopo scrisse l’infinito e successivamente gli altri Piccoli Idilli. In queste poesie  si nota il pensiero di L;  chiamato pessimismo storico, lui pensava che l’uomo  necessariamente infelice e la natura che in questo periodo  immaginata da Leopardi; come benigna a creato sin dall’origini un rimedio all’uomo: l’immaginazione e l’illusione. <br /><span id="more-3287"></span>  Nel 1822 and a Roma da uno zio e l rimase deluso perch  non riusc a trovare  persone di grande cultura. Dopo 6 mesi ritorna a Recanati e scrive lo Zibaldone una specie di diario personale dove scrive i suoi pensieri le sue riflessioni. Nel 1825 si trasferisce a Milano, Bologna, Firenze e Pisa e nel 1829 compose i grandi Idilli come ecc.   In questo periodo il suo pensiero mut e la concezione della natura benigna entr in crisi infatti L; pensa che la natura  crudele e la colpa dell’infelicit non  pi dell’uomo ma solo della natura stessa e per questo tutti gli uomini sono infelici.<br />  A Firenze fece amicizia con Antonio Ranieri qui si innamoro di una donna che poi mor.<br />  Nel 1833 si ritira a Napoli con il suo amico Ranieri e qui muore per un’epidemia di colera il 14 giugno 1837.<br />  Leopardi tra tutte le varie forme poetiche privilegia il canto. Dato che il poeta visse tra l’et del Romanticismo e Classicismo pens ad una unione di due correnti letterarie e cre il classicismo romantico. Che non era ne molto fantasioso ne molto eroico e ne molto passionale. Nel pensiero di Leopardi non esiste la felicit si pu sentire questo sentimento al termine di un dolore o durante l’attesa di un piacere. All’inizio il poeta pensava che gli unici ad essere felici erano gli animali ma capisce che erano solo sciocchi e non capivano i loro sentimenti infatti all’animale basta coccolarlo ed  felice.<br />  Un’altra occasione in cui si prova felicit e quanto si rammenta cio quando si ricorda il passato anche se doloroso questo  presente anche nelle sue poesie come alla luna.<br />  In questo periodo risalta anche Manzoni, sono autori del risorgimento che prendono il movimento del romanticismo: Manzoni, fu sia romanziere che poeta mentre L; viene ricordato soprattutto come poeta anche se nella sua vita a scritto anche un romanzo. Per  l’opera d’arte doveva trarre aspirazione dalla realt, doveva essere utile per la vita, e doveva attrarre il lettore con elementi fantastici e passionali.<br />  Per L: invece le caratteristiche della sua poesia erano che quanto pi un immagine  lontana tanto pi  poetica, sceglie sempre come luogo per ambientare le sue poesie la notte e l’infinito che fa pensare a ci che  irraggiungibile. La poesia per il poeta  il canto di un uomo solo davanti all’infinit dell’universo ed deve essere ricca di illusioni.<br />  Un’altra differenza  che Manzoni: si converte al Cristianesimo vedendo nella religione la verit, mentre L: rimarr ateo e vedr nella religione la menzogna. Una differenza importante M: trov l’amore il due matrimoni mentre L; rimase solo ed scuso per tutta la sua breve vita.</p>
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		<title>Capuana, Luigi &#8211; Scurpiddu</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 13:02:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  Questo libro narra la vita di campagna di Mommo, un ragazzino di nove anni, orfano di padre, abbandonato dalla madre e maltrattato dal datore di lavoro che l’ha licenziato lasciandolo per strada. Per fortuna, incontra Massaio Turi, un contadino generoso che se lo prende nella masseria di Mineo insieme alla moglie.  Essi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  Questo libro narra la vita di campagna di Mommo, un ragazzino di nove anni, orfano di padre, abbandonato dalla madre e maltrattato dal datore di lavoro che l’ha licenziato lasciandolo per strada. Per fortuna, incontra Massaio Turi, un contadino generoso che se lo prende nella masseria di Mineo insieme alla moglie.<br />  Essi lo trattano come un figlio e lo mettono a fare il nuzzaru per portare al pascolo i tacchini. L, Mommo conosce molte persone: un ex soldato (per lui una figura di riferimento), che gli insegner leggere e a scrivere; incontra anche Z Girolamo, un amico di famiglia che dicono amico delle streghe e che incute timore al giovane ragazzo.<br /><span id="more-3165"></span>  L a Mineo, Mommo prende il soprannome di Scurpiddu per la sua bassa statura e la sua magrezza.<br />  Anche il lieto ritorno e successivamente la triste morte della mamma non scoraggiano Scurpiddu, che continua a andare felice in giro per le campagne di Mineo insieme alla sua taccola Paola, che, durante la storia, lo abbandoner per vivere una vita libera.<br />  Scurpiddu all’et di sedici anni parte volontario come soldato per  realizzare il suo sogno di vedere il mondo, anche se gli  difficile il distacco dalla masseria a cui si  tanto affezionato.<br />  Questo libro di Luigi Capuana  un classico di letteratura verista della vita di quei tempi e mi  piaciuto perch riesce a farti essere partecipe alla vita del ragazzo.</p>
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