"D'Annunzio, Gabriele – Vita ed Opere (2)"
1. Vita
Nasce a Pescara nel 1863, da una famiglia benestante che gli permette di frequentare i collegi pi esclusivi. D’Annunzio rivela il suo genio poetico fin da giovane: nel 1879 pubblica “primo vere”, e nel 1882 “canto novo”; due raccolte di poesie basate sul modello di Carducci. Va a Roma per frequentare l'universit, ma non la segue molto frequentemente, preferisce infatti collaborare con giornali e riviste; ricordiamo il lavoro con “cronaca bizantina”, una rivista letteraria di stampo
decadente, e l’esperienza sia come giornalista che come critico mondano. Negli anni successivi pubblica una vasta serie di romanzi, tra i quali “il piacere” edito nel 1889, il cui protagonista Andrea Sperelli, un nobile esteta, che segue un modello di vita simile a quello di Dorian Grey, e nutrendo forte disprezzo nei confronti della massa ha la consapevolezza di vivere al di sopra di essa; “L'innocente” del 1892, tratta sempre il tema dell’eroe esteta e della nobilt (ricordiamo per che questi personaggi, nella loro ricerca di una vita esteta ideale, verranno sempre sconfitti); e “Le vergini delle rocce” pubblicato nel 1895, in cui D'Annunzio afferma il suo modello di superuomo,
creato rielaborando le idee Nietzche da cui, secondo molti critici, il poeta ha preso solo la parte pi superficiale. A causa della sua vita mondana e sregolata, che lo costringer a spese troppo esose, sar costretto a scappare da Roma, inseguito dei creditori. Si stabilisce prima a Napoli, poi a Firenze dove acquista la villa la de “la Capponcina”. In questo periodo si sposa, ma tradir molto spesso la moglie. Attirato pi dalla fama che da vero interesse; nel 1897 entra in politica diventando deputato
dei socialisti; nonostante questo non si interessa minimamente dell'incarico e far molte azioni vistose, che culmineranno con un clamoroso abbandono del Parlamento nel 1900, durante il quale manda tutti platealmente “a fare in culo”, terminando di fatto la sua carriera politica. Nella fase fiorentina inizia una relazione con Eleonora Duse, la pi grande attrice italiana di quegli anni, con la quale stringe anche un sodalizio letterario, iniziando a comporre tragedie: ricordiamo “La citt
morta” del 1900; “Francesca da Rimini” del 1901 e “la famiglia di Iorio” del 1904 che gli daranno un successo grandissimo. Nel 1902 pubblica la raccolta di novelle “novelle della Pescara”, anche se apparentemente quest’opera pu sembrare ricalcare lo stile di Verga, in realt c' un abisso tra i due: Verga infatti verista, tratta delle persone vinte nel loro tentativo di migliorarsi e descrive freddamente la situazione di disagio della seconda met dell’ottocento. D'Annunzio, invece, anche se parla delle vicende di un gruppo di pastori abruzzesi, in realt, li esalta come popolo ideale, non
corrotto ed eroico. Nel 1904 rompe la relazione con Eleonora, smettendo cos di comporre tragedie.
D’Annunzio vive a una vita sempre pi sregolata e burrascosa, tanto che nel 1910 di nuovo costretto a scappare a causa dei debiti e dovr rifugiarsi in Francia per un certo periodo. In questi anni compone la raccolta di poesie “Le laudi”. Alla vigilia della prima guerra mondiale scrive molti articoli sul Corriere della Sera dove dichiara la sua netta posizione a favore degli interventisti. Nel 1915 si arruola come volontario nell’aviazione italiana e sar artefice di molte azioni vistose; tra cui la pi importante fu il volo su Vienna. Durante la guerra ha un incidente, in cui perder la vista da
un occhio; nel periodo di riabilitazione costretto a stare al buio e in questo tempo scrive un’opera intitolata “notturno”, in cui fa una grande ricerca introspettiva. Nel 1820, con un gruppo di volontari decide di partire per liberare la citt di Fiume, riuscir nell’impresa, ma, l’anno successivo il governo italiano lo costringe ad abbandonare la citt. In questi anni sale al potere Benito Mussolini; i due, nonostante abbiano idee politiche abbastanza simili, sono molto diffidenti l’uno nei confronti dell’altro. Per questa ragione D'Annunzio sceglie di non diventare poeta del regime; e si ritira a vita privata nel “Vittoriale”,una villa sul lago di Garda fatta costruire come una sorta di monumento autocelebrativo. In questo periodo scrive un elogio alla campagna d'Etiopia e una satira contro Hitler. Forse a causa della droga, un giorno cade dalla finestra della sua casa; l'incidente gli procurer vari problemi fisici e una serie di dolori grandissimi a causa dei quali si isoler sempre pi dal resto del mondo e, nonostante un grandissimo seguito di fan, muore nel 1938
1. Vita Nasce a Pescara nel 1863, da una famiglia benestante che gli permette di frequentare i collegi pi esclusivi. D’Annunzio rivela il suo genio poetico fin da giovane: nel 1879 pubblica “primo vere”, e nel 1882 “canto novo”; due raccolte di poesie basate sul modello di Carducci. Va a Roma [...]
