Scarica "Italia – Sinistra storica al Governo" gratis
Governo della sinistra: nel 1876 venne raggiunto il pareggio del bilancio e fu aumentato il chilometraggio delle proprie linee ferroviarie. La destra storica aveva completato l’unificazione (Veneto e Roma), sconfitto il brigantaggio e evitato il collasso finanziario a prezzi altissimi socialmente. Per questo nel 1876 la maggioranza parlamentare sent il bisogno di un rinnovamento e accett di allargare la base sociale dello stato. Nel 1876 dopo la caduta del governo Minghetti divenne Presidente del consiglio Agostino De Pretis esponente della sinistra moderata, uomo equilibrato e prudente non voleva dare l’impressione che il suo governo costituisse una rivoluzione parlamentare e cerc costantemente l’appoggio dei deputati della destra, con aspetti che ricordano il connubio di Cavour, con una linea politica detta criticamente trasformismo: egli voleva rafforzare il sistema politico, facendo appello a tutte le forze disponibili a sostenere lo stato liberale e monarchico, di fronte agli attacchi dei repubblicani e dei reazionari cattolici. Applic il trasformismo costituendo un vasto raggruppamento moderato dopo aver mantenuto la promessa di allargare l’elettorato: nel 1882 abbass l’et necessaria per votare da 25 a 21 anni e fu approvata una riforma in base alla quale potessero votare tutti quelli aventi la licenza di 3 elementare che di fatto sostituiva in censo come requisito (dimezzato). Si pass da 600.000 a 2 milioni di votanti (ancora lontani dal suffragio di massa, solo 7%). Depretis temeva che la riforma avrebbe rafforzato i gruppi repubblicani e cattolici, di qui la necessit di costruire una maggioranza moderata col trasformismo, capace di garantire stabilit al paese. Negli anni di Depretis furono aboliti alcuni provvedimenti drastici come la tassa sul macinato (1880) e il corso forzoso (1883). Nel 1884 ci fu l’inchiesta Jacini, senatore incaricato dal governo, che port alla luce condizioni di vita drammatiche nelle campagne italiane: al sud si moriva per malaria e denutrizione, al nord per la pellagra. Al sud poi regnava il latifondo i cui profitti vennero minacciati dall’arrivo del grano americano pi conveniente di quello europeo. Poich vigeva ancora il libero scambio introdotto da Cavour e confermato dalla destra i proprietari terrieri spinsero per una politica protezionistica. Anche altri gruppi fecero altrettanto per altri motivi: nel triangolo Milano Genova Torino si era sviluppato un nuovo tipo di economia basata sulla meccanizzazione delle manifatture e sulla siderurgia. Ci fu uno sviluppo dell’industria che rimase comunque insignificante rispetto a quelle inglesi e tedesche. Nell’1881 l’Italia era in grado di fabbricarsi tutta l’attrezzatura ferroviaria, tranne le locomotive. I maggiori progressi furono compiuti nell’industria tessile (importazione di cotone grezzo triplicata, meccanizzazione manifatture della seta). Nel 1884 il governo finanzi un’acciaieria a Terni che gli permise di fabbricare navi da guerra da solo e aumentare notevolmente la produzione di acciaio. Nel 1887 per tutelare il mercato interno venne abbandonato il libero scambio: sui manufatti esteri fu applicata una tariffa doganale che gli impediva di essere competitivi. Ne trassero vantaggi l’industria siderurgica e del cotone ma ne furono danneggiati gli agricoltori meridionali che avevano avuto il coraggio di investire capitali nella produzione di prodotti destinati all’esportazione, che trovarono facile collocazione sui mercati esteri. Dopo l’adozione del protezionismo finalizzato agli interessi del Nord molto agricoltori meridionali finirono sul lastrico. I meridionali erano praticamente obbligati a acquistare prodotti nazionali del Nord, che si serviva del sud come un mercato coloniale. Pi grave fu la decisione di estendere il protezionismo ai cereali: furono avvantaggiati i produttori meridionali: si form una paradossale alleanza tra la componente pi moderna (industriali del nord) e retriva (grandi proprietari del sud) che provoc un accentuazione del divario tra Nord e Sud. Al nord la crescita delle industrie diede posti di lavoro vantaggiosi, al sud invece questa possibilit non c’era e i contadini e i braccianti inizirono il grande esodo di emigranti verso l’America, verso il 1890, ma si ebbe il picco nel 1913. dopo la morte di Depretis nel 1887 divenne presidente del consiglio il siciliano Francesco Crispi, pi intransigente e desideroso di trasformare l’Italia in uno stato rispettato dalle grandi potenze. Crispi prese su di se il ministero degli interni e degli esteri in modo da avere, rafforzando anche i poteri del governo a discapito di quelli del parlamento, un comportamento autoritario a volte quasi tirannico. Rafforz i legami militari con la Germania, entrando di conseguenza in contrasto con la Francia: con questa le relazioni divennero sempre pi tese giungendo a una guerra economica che fece diminuire le esportazioni italiane. Cos nacquero partiti finalizzati a difendere gli interessi dei lavoratori: nel 1892 nacque il partito socialista, di ispirazione marxista, che trov adesione di massa tra gli operai dell’industria e i braccianti (soprattutto del nord). Nell’immediato il PSI non ebbe obbiettivi rivoluzionari ma anzi rifiutava il modello anarchico basato sulle insurrezioni, cercando di raggiungere solo miglioramenti nella vita dei lavoratori. Il PSI lavor a livello sociale (creazione delle Camere del Lavoro con il compito di ottenere salari pi alti e condizioni di lavoro pi umane) e politico (rafforzamento della rappresentanza parlamentare che introducesse cambiamenti sociali). Il leader socialista italiano fu Filippo Turati che teorizz una concezione gradualistica secondo la quale l’instaurazione del socialismo sarebbe stata possibile solo quando la societ, avesse gi subito profonde trasformazioni. Egli fu l’esponente di spicco del partito e sino al 1914 si mantenne equidistante sia dai teorici dell’insurrezione violenta sia dal revisionismo di Bernstein che privava le masse del sogno di un mondo completamente libero dallo sfruttamento. Negli stessi anni in Sicilia nacque il partito“Fasci dei lavoratori” che era l’espressione del malcontento per la crisi causata dalla guerra con la Francia. Fu pi che un partito, un movimento sindacale. I lavoratori siciliani aderirono con entusiasmo al movimento dove si accostavano immagini spesso inconciliabili simbolo di fratellanza e giustizia. Nel 1893 le agitazioni si fecero violente, con occupazioni di terre padronali o comunali, incendio di uffici e scontri con la polizia. Crispi nel 1894 deciso a restaurare l’ordine mand 40000 soldati che procedettero a arresti di massa preventivi, e allo scioglimento di tutte le associazioni dei lavoratori. Entrarono anche in sciopero per solidariet i minatori di Carrara. Il governo chiese allora al Parlamento l’approvazione di alcuni provvedimenti d’emergenza che concedevano alla polizia ampi poteri di arresto preventivo, ponevano limitazioni alla libert di stampa, prevedevano il domicilio coatto. Nel 1894 venne sciolto il PSI che venne rifondato l’anno seguente. Nella sua volont di dimostrare che l’Italia era una grande potenza, Crispi fu sostenitore dell’espansionismo imperialistico. Gli inizi furono silenziosi quando nel 1869, con soldi governativi, la compagnia Rubattino di Genova acquist la baia di Assab in Eritrea. Nel 1885 con in consenso inglese l’Italia occup il porto di Massaia, ma appena le truppe italiane cercarono di entrare nell’entroterra incontrarono l’opposizione dell’imperatore d’Etiopia. Nel 1887 500 soldati italiani furono sterminati in un’imboscata a Dogali: pur essendo causato da superficialit questo fatto fu ingigantito dalla stampa che trasform i caduti in martiri e gli abissini in barabri, selvaggi da punire. Nel 1890 l’avventura coloniale italiana nacque solo all’insegna del prestigio in quanto lo sviluppo industriale non aveva raggiunto il livello che, secondo Hobson e i marxisti, aveva messo in moro la corsa imperialista e in quanto non era ancora maturata l’idea secondo cui gli emigranti dovevano essere incanalati in un territorio di sovranit italiana. Cos l’Italia pensava che, possedendo la vasta Etiopia, avrebbe potuto trattare alla pari con le altre potenze europee. Nel 1889 ci fu il trattato di Uccialli, un accordo commerciale che per da parte italiana si ritenne che l’Etiopia avesse delegato l’Italia della sua politica estera. L’imperatore Menelik, venuto a conoscenza di questo, rifiut l’accordo nel 1893 e nel 1895 si arriv al conflitto aperto. Menelik radun tutte le forze, 150000 uomini, e gli italiani, ignari di tanta disponibilit, furono schiacciati numericamente e sconfitti ad Adua nel 1896. Quest’avventura imperialista italiana, condotta con superficialit, ebbe esito fallimentare, e rest nell’opinione pubblica una volont di rivincita su cui avrebbe fatto leva il fascismo. L’Eritrea rimase in mano italiana e fu amministrata con durezza. Noto il disastro di Adua Crispi si dimise e nel 1896 torn al potere la destra con Rudin che, convinto come Crispi della minaccia repubblicana e reazionaria cattolica, ritenne che lo stato dovesse rispondere con la massima decisione ad ogni segno di sovversione. A Milano nel 1898 venne proclamato lo sciopero generale per protestare contro l’aumento del prezzo del pane: intervenne l’esercito comandato dal generale Bava-Beccaris che sciolse tutte le dimostrazioni e gli assembramenti con la violenza, mentre la citt si ricopr di barricate come nel 1848. ci furono 82 morti, molti giornali furono soppressi, Turati fu condannato e vennero sciolti gruppi parrocchiali, Camere del lavoro, cooperative operaie. Il re Umberto primo (dal 1878) si congratul col generale. La massima tensione (crisi di fine secolo) si ebbe negli anni 1899-1900 quando il successore di Rudin Luigi Pelloux present alla camera una serie di leggi eccezionali che proibivano lo sciopero di operai addetti a un pubblico servizio, affidando ai prefetti la facolt di sciogliere o impedire riunioni, limitando la libert di stampa a nome della sicurezza dello stato. In Parlamento l’opposizione repubblicana ricorse all’ostruzionismo: dilungare il dibattito parlamentare per ritardare la votazione. Pelloux tent dapprima di promulgare le leggi con un decreto reale, e poi di modificare il regolamento dei lavori della Camera, ponendo limiti al dibattito. L’opposizione al governo si estese comprendendo numerosi esponenti della sinistra liberale, preoccupati di una involuzione pubblica che metteva in discussione i diritti del cittadino ma anche il funzionamento parlamentare. Il 3 aprile 1900 160 deputati (1/3 della camera) abbandon la Camera per protesta. Nelle elezioni di giugno Pelloux fu sconfitto. Il 29 giugno 1900 l’anarchico Gaetano Bresci uccise il re Umberto I: il quotidiano socialista “Avanti!” si dissoci nettamente, Vittorio Emanuele III precis che sarebbe rimasto fedele allo statuto albertino e alla monarchia liberale, Luigi Alberini (direttore del Corriere della Sera), esprimendo l’opinione della borghesia industriale milanese, ribad che nonostante i pericoli connessi con l’industrializzazione e lo sviluppo socialista, l’unica strada percorribile era quella del parlamentarismo.
Sulla presente pagina StudentiGratis.net potete scaricare gratuitamente il lavoro sul tema "Italia – Sinistra storica al Governo". Con l’aiuto del link in basso, potreste vedere le recezioni, i rapporti, i lavori di corso e le tesi che assomigliano per gli alunni e gli studenti. Tra i lavori ci sono anche le risposte sui test degli esami su questo tema. Le traduzioni di diversi articoli e le traduzioni di libri esteri su questa tematica si possono prenotare con l’aiuto di questo modulo. Noi troveremo per voi l’informazione interessata e materiali nell’arco di 48 ore.
Tutti i lavori presentati in formato di Microsoft Word & Excel e archiviati.
Scarica
Scaricato 186 volte.
Mandare la richiesta
Documenti simili a questo:
Governo della sinistra: nel 1876 venne raggiunto il pareggio del bilancio e fu aumentato il chilometraggio delle proprie linee ferroviarie. La destra storica aveva completato l’unificazione (Veneto e Roma), sconfitto il brigantaggio e evitato il collasso finanziario a prezzi altissimi socialmente. Per questo nel 1876 la maggioranza parlamentare sent il bisogno di un [...]
Tutti i lavori presentati in formato di Microsoft Word & Excel e archiviati.
»
Mandare la richiesta

Documenti simili a questo:
- Scarica "Governo – Le forme di Governo" gratis
Le forme di governo attualmente esistenti sono riconducibili a due tipi: presidenziale e... - Scarica "Italia – Crispi, Giolitti" gratis
L’alleanza tra proprietari terrieri e industriali Si cre una nuova classe dirigente... - Scarica "Italia – Et Giolittiana (4)" gratis
Primo ministro del governo Zanardelli, dal 1901 al 1903, e poi capo del... - Scarica "Italia – da Crispi a Giolitti" gratis
• Intorno alla scelta protezionistica si era formato un nuovo blocco sociale, nel... - Scarica "Giolitti – dalla carriera burocratica alla vita politica" gratis
Giolitti nacque a Mondov il 27 ottobre 1842. Laureatosi in legge, entr nel...