"Liber II"

martedì, febbraio 10th, 2009

Eheu fugaces, Postume, Postume,
labuntur anni nec pietas moram
rugis et instanti senectae
adferet indomitaeque morti,

non, si trecenis quotquot eunt dies,
amice, places inlacrimabilem
Plutona tauris, qui ter amplum
Geryonen Tityonque tristi

compescit unda, scilicet omnibus
quicumque terrae munere vescimur
enaviganda, sive reges
sive inopes erimus coloni.

Frustra cruento Marte carebimus
fractisque rauci fluctibus Hadriae,
frustra per autumnos nocentem
corporibus metuemus Austrum:

visendus ater flumine languido
Cocytos errans et Danai genus
infame damnatusque longi
Sisyphus Aeolides laboris.

Linquenda tellus et domus et placens
uxor, neque harum quas colis arborum
te praeter invisas cupressos
ulla brevem dominum sequetur;

absumet heres Caecuba dignior
servata centum clavibus et mero
tinguet pavimentum superbo,
pontificum potiore cenis.

Ahim fugaci, o Postumo, o Postumo, scorrono gli anni, la piet non porter impedimento alle rughe e alla vecchiaia che incalza e alla morte inesorabile neppure se tu placassi, o amico, con trecento tori tutti i giorni che passano, l'illacrimato Plutone, che il tre volte grande Gerione e Tizio tiene chiusi con la sua triste onda, che senza dubbio dovr essere oltrepassata da tutti noi, quanti fruiamo dei doni della terra, sia re sia umili coloni. Inutilmente ci terremo lontani dal cruento Marte e dai flutti infranti sul fragoroso Adriatico, invano negli autunni temeremo l'Austro dannoso ai corpi Dovremo vedere il nero Cocito errante con lento corso e la stirpe infame di Danao e l'Eulide Sisifo, condannato a eterna fatica. Bisogner lasciare la terra e la casa e la sposa amata, e di queste piante che coltivi a parte gli odiosi cipressi, nessuna ti seguir padrone per breve tempo. Un erede pi degno assumer Ccubo conservato sotto cento chiavi e bagner il pavimento con il vino superbo migliore di quello della cena dei pontefici.

Analisi
Labuntur - principale
Adferet - principale
Eunt - relativa
Places - per. ipotetico protasi
Compescit - relativa
Vescimur - relativa
Enaviganda - perifrastica passiva
Erimus - principale
Carebimus - principale
Metuemus - principale
Visendus - perifrastica passiva
Liquenda - perifrastica passiva
Colis - relativa
Sequetur - principale
Absumet - principale
Tinguet - principale

Figure retoriche
Postume, Postume (v. 1): ripetizione introducono il tono dell'ode un po' patetico (postumus = figlio nato dopo la morte del padre)
trecensi...tauris (vv. 5-6-7): iperbato e iperbole per evidenziare come niente bastia Plutones
Quicumque...vescimur (v. 10): perifrasi per indicare i mortali
Enaviganda...Visendus...Linquenda (vv. 11-17-21): posizione enfatica per ribadire il tema dell'ineluttabilit
Frustra (vv. 13-15): anafora
vv. 13-14-15-16: allitterazione della "r"
Centum clavibus (v.26): iperbole per indicare l'importanza e la superbia del vino.

Commento
Ancora sulla brevit della vita e sulla certezza del destino finale. La morte accomuna ricchi e poveri, dimostrando cos l'inutilit di accumulare ricchezze in questa vita. L'ode contraddistinta dal soffocante senso di malinconia e dall'intenso pessimismo, neppure temperato da un esplicito accenno al carpe diem. Tutti re o poveri coloni siamo destinati alla morte, e un erede si godr le ricchezze da noi serbate.

Eheu fugaces, Postume, Postume, labuntur anni nec pietas moram rugis et instanti senectae adferet indomitaeque morti,
non, si trecenis quotquot eunt dies, amice, places inlacrimabilem Plutona tauris, qui ter amplum Geryonen Tityonque tristi
compescit unda, scilicet omnibus quicumque terrae munere vescimur enaviganda, sive [...]






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