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La contestualizzazione storica. C. nasce da una famiglia agiata, potremmo dire dell'alta borghesia provinciale, conscia e fiera delle proprie prerogative di ceto: il padre apparteneva all'ordine equestre, e la madre veniva da una famiglia che aveva gi dato a Roma dei senatori. Egli dunque un "homo novus", nella politica romana, e se sar il primo della propria famiglia ad accedere alle magistrature, ci lo dovr - vero - al proprio talento, ma anche agli appoggi che, sin dall'adolescenza, trover presso le famiglie nobili, legate alla sua in via amicale o parentale.
Ma, evidentemente, ed bene dirlo subito, le vere ragioni del suo successo furono pi profonde, e prettamente storico-politiche: esso . [E. Narducci]
Gli studi. C. compie studi di retorica e filosofia a Roma, discepolo del giurista Q. Muzio Scevola e ascoltatore assiduo di Marco Antonio e di Licinio Crasso, i due oratori pi apprezzati nel senato e fra il popolo. Nella casa di Scevola, venne a contatto con l'aristocrazia intellettuale romana raccolta intorno al "circolo degli Scipioni" (Scevola era il genero di Lelio), al cui interno erano propugnati e salvaguardati i valori della "gravitas", della dignit personale, ma anche il gusto della cultura.
Queste impressioni giovanili s'imprimeranno duraturamente nell'animo di C.: verso la fine della sua vita, ogni volta che vorr animare, in un dialogo, le sue idee pi care, metter in scena le figure di quel mondo che sar per lui una specie di "et aurea" della repubblica, anche se di quell'et egli aveva conosciuto solo il crepuscolo. C. vedeva anche, intorno a s, il quadro animato degli scrittori, dei poeti, dei filosofi, dei grammatici venuti dalla Grecia, che a nessuno sarebbe pi venuto in mente di bandire, e di cui anzi i pi nobili romani ricercavano la compagnia: il poeta Archia, i filosofi Diodoto (stoico) e Fedro (epicureo), nonch Filone di Larissa, rappresentante della "Nuova Accademia", che tanta influenza avrebbe esercitato su di lui.
L'esordio in politica e nel foro. Questi primi studi furono interrotti dalla "guerra sociale", alla quale C. partecip nello Stato maggiore di Pompeo Strabone e poi in quello di Silla. Non appena concluso questo servizio militare, obbligatorio per chi volesse avviarsi alla carriera politica, C. cominci a intervenire ai dibattiti nel Foro: nell'81 debutta come avvocato e un anno dopo difende Sesto Roscio, accusato di parricidio, contro importanti esponenti del regime sillano. Vinse la causa del proprio cliente ma, probabilmente su consiglio di coloro che avevano utilizzato il suo giovane ingegno, part per l'Oriente per farsi dimenticare e rimanere in attesa che Silla abbandonasse il potere.
Tra il 79 e il 77 compie, dunque, il viaggio in Grecia e in Asia, dove studia filosofia e retorica per migliorare il proprio linguaggio. Nel 75 diventa questore in Sicilia (esempio di onest ed oculatezza amministrativa) e nel 70 gli verr chiesto di sostenere l'accusa di concussione dei siciliani contro l'ex governatore Verre ("Verrine"): il processo non era limitatamente giudiziario, ma aveva implicazioni politiche, dato che con la figura Verre veniva messo in discussione l'intero sistema del regime oligarchico: C. accett, correndo il rischio di separarsi dai suoi protettori. Ortensio Ortalo, pi anziano di C. e oratore rinomato per il suo talento, assunse il compito della difesa. C. port avanti le cose in tal modo, riun testimonianze cos schiaccianti, che Verre non os neppure perorare la sua causa e se ne and in esilio dopo un solo giorno di dibattimento.
L'ascesa e il successo. Edile nel 69, pretore nel 66, C. eletto in ciascuna delle consultazioni a cui gli consentito di partecipare come candidato, con una schiacciante maggioranza di voti. Per lui, sono ora schierate non tanto le famiglie nobili ma, oltre al popolo, che sensibile alla sua parola, le famiglie degli equiti, l'ordine equestre del quale, come sappiamo, egli stesso originario. Nel periodo in cui pretore, C. pronuncia un discorso importante, il "Pro lege Manilia", a favore del progetto di conferire a Pompeo poteri straordinari in Oriente, dove la guerra contro Mitridate si prolunga da tempo. Gli aristocratici erano ostili a questa legge, per timore di queste insolite procedure. Ma l'assemblea popolare segu il parere di C., e la legge fu approvata.
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