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martedì, febbraio 10th, 2009

Numerose sono le circostanze che concorrono e hanno concorso alla determinazione del problema della disoccupazione, che oggi giorno si verifica soprattutto tra i giovani.
I pi comuni sono i continui cambiamenti nei modi di produzione, che oggi vedono l'avanzare della automazione e della tecnologia informatica in molti settori e la razionalizzazione della produzione che si concentra sulla quantit del profitto e sulla riduzione dei costi. Si intende quindi dimostrare il problema costituito dalla difficolt di trovare un lavoro tra i giovani e con quali strumenti e soluzioni si intende risolvere il problema.
Numerose persone finiscono cos per non trovare lavoro o per perderlo, perch per et o grado di istruzione non riescono ad adeguarsi alle nuove tecnologie. Come F.Colombo cita, nel quotidiano “La Repubblica”, giusto che i giovani siano preparati per sfruttare le nuove tecnologie, per si rischia che essendo di pochi, questa preparazione, la maggior parte dei lavoratori rimanga esclusa arrecando fenomeni rivelanti. Si cos creata una disuguaglianza tra la classe dirigente e quella operaia: i salari infatti sono fissi e in crescita per la classe dirigente che amministra e decide quelli per la classe operaia. Questo si ripercuote sulla qualit della vita di gran parte della popolazione, che si vede diminuire i redditi e comunque si sente minacciata perch i ricchi continuano ad arricchirsi mentre i poveri vivono a stento nella societ e il ceto medio rimane circa quello che (J.Rifkin, la fine del lavoro, Milano,Baldini/Castaldi,1995).
Il problema della disoccupazione tender ad essere permanente, ma davvero la nostra esistenza sar modificata anche negli anni a venire da questa piaga, malgrado i continui progressi raggiunti dalla scienza e dalla tecnica?
Si spera di no perch bisogna dare la possibilit a tutti di riuscire ad entrare nel mondo del lavoro, soprattutto ai giovani che fanno sempre pi fatica ad inserirsi, ma che sono il futuro della societ.
La disoccupazione non un problema nuovo, ma avendo la rivoluzione industriale cambiato il volto dell'Occidente, si ripresenta ad ogni significativo cambiamento tecnologico.
Bisogna svincolarsi dall'idea che i posti di lavoro siano una quantit fissa che non permette l’entrata di nuove menti perch molto dipende dalla decisione di individui e societ e dalla loro capacit di allontanare nuove necessit. Il numero di posti di lavoro dipende quindi anche dalla buona volont e dalla cultura dell’individuo. “Lavoro e mercati” del dicembre 1999 esprime che il lavoro fisso ormai superato perch le nuove generazioni avranno tecnologie superiori applicate ai processi di produzione e si potranno avere mutamenti di lavoro durante il corso della vita. Da qui la necessit che il lavoratore si riqualifichi sempre e in breve tempo. La scuola deve dare ai giovani una preparazione ampia e flessibile per essere considerata il futuro dell’uomo. Per fronteggiare il problema della disoccupazione bisogna considerare il lavoro in modo diverso, non una condanna, ma un impegno serio e soprattutto creativo, dove ciascuno esprima la propria personalit. Non ci dovrebbe essere pi la cultura ad oltranza del posto fisso, a cui si accedeva per diritto, senza avere magari nessun requisito, ma maggiori flessibilit e impegno, maggiore volont di raggiungere dei risultati, di porsi al servizio di individui e comunit, in modo intelligente e utile. Soprattutto sar necessario responsabilizzare gli individui, far s che facciano propria l'idea di formazione continua nello sviluppo di adeguati percorsi formativi.
Importante sar una scolarizzazione diffusa, ma ancora pi importante la disponibilit a imparare in autonomia nell'intero arco della vita, anche fuori dal normale contesto scolastico.Il lavoratore necessita di occupazioni sufficientemente attraenti, pagate adeguatamente, di alternare periodi di lavoro a periodi di studio e di un tempo libero flessibile. Sar necessario attutire gli squilibri sociali affinch impediscano lo sviluppo della povert e offrano a tutti opportunit di formazione e di cambiamento.
Il problema pi importante quello dei giovani che costituiscono, tra i 15 e 24 anni, il maggior numero di disoccupati; questi riescono ad introdursi nel lavoro solo con incarichi temporanei e a orario ridotto perch richiesta esperienza che non pu essere acquisita senza lavoro. Quindi bisognerebbe dare maggiori opportunit ai giovani di entrare nel mondo del lavoro per crearsi cosi una vita propria e redditizia.
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Numerose sono le circostanze che concorrono e hanno concorso alla determinazione del problema della disoccupazione, che oggi giorno si verifica soprattutto tra i giovani. I pi comuni sono i continui cambiamenti nei modi di produzione, che oggi vedono l'avanzare della automazione e della tecnologia informatica in molti settori e la razionalizzazione [...]


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  1. sto cerkando la scheda libro o riassunto del libro di Michael Guillen ” Le 5 equazioni che hanno cambiato il mondo”
    Sono iscritto a parma all’istituto romagnosi

    Comment by Armando Sala — settembre 23, 2009 @ 6:41 pm


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