"Grecia – La fine della polis e il regno di Alessandro"

martedì, aprile 15th, 2008

I danni prodotti dalla guerra del Peloponneso furono economici e politici. La Grecia si sentiva un popolo cittadino, non suddito.
Nel 406 a.C. in Sicilia i cartaginesi approfittarono della guerra tra Atene e Sparta per provare a conquistare tutta l'isola e furono distrutte molte citt greche.
Vi era cos un nuovo clima culturale: individualismo e inquietudine.

Le lunghe mura di Atene furono demolite e Sparta impose regimi oligarchici. La democrazia ad Atene fu abbattuta formando un regno oligarchico costituito da trenta persone che furono soprannominati "i trenta tiranni". Un gruppo di democratici li scacci e restaur la democrazia. Tutti coloro che avevano sostenuto il regime oligarchico, trai i quali Socrate, furono condannati a morte.
Sparta ora voleva il controllo della Persia, cos promise ai persiani la restituzione delle citt ioniche. Poi per cerc di recuperarle e i persiani misero le citt greche l'una contro l'altra. La Persia distrasse Sparta e Atene pot ricostruire le lunghe mura. Sembrava che dovesse riformarsi la lega ateniese, perci persiani e spartani, alleatasi di nuovo, imposero alle citt greche una pace di compromesso. Le clausole prevedevano la cessione di tutte le citt ioniche alla Persia, mentre i persiani riconoscevano l'autonomia di tutte le altre citt greche. La pace prevedeva anche che tutte le leghe fossero disciolte, tranne quella di Sparta.
Sparta fece altri tentativi di imporre l'oligarchia, ma Tebe sotto la guida di Pelopida ed Epaminonda fece rinascere la lega. Sparta non poteva permettere che Atene avesse il predominio anche sulla terra ferma, cos Sparta e Tebe si scontrarono nel 371 a.C.
Epaminonda prepar una nuova tattica militare rinforzando l'ala sinistra e disponendo le truppe lungo una linea obliqua. Gli spartani furono sconfitti e gli iloti approfittarono della rovina dell'esercito per sottrarsi al suo dominio.
Quando Pelopida ed Epaminonda morirono a Tebe si interruppe lo sviluppo.

In Macedonia la vita cittadina era quasi inesistente: la popolazione era costituita da contadini liberi e il re non era un sovrano ma era "il primo tra gli uguali".
Il creatore della grandezza macedone fu Filippo II che prese il potere nel 359 a.C. e salito al trono organizz lo stato e l'esercito. L'innovazione principale fu la falange, costituita da un fitto muro di uomini armati con lance. La strategia politica fu quella di affermare il carattere greco del suo regno e sottomise poi la Grecia.
Filippo si scontr poi con Atene; qui c'erano due gruppi: i pacifisti, che erano i filomacedoni, e i radicali, che trovarono una guida in Demostene. Egli comprese che la vittoria di Filippo avrebbe rappresentato la fine politica di Atene.
Atene si alle poi con Tebe alla condizione che Atene doveva riconoscere a Tebe l'egemonia sui greci e in cambio Tebe la avrebbe aiutata nelle battaglie. Ma nel 338 a.C. l'esercito alleato venne distrutto nella battaglia di Cheronea e finisce il periodo delle libere polis. Filippo si comport con moderazione e fece unire tutte le citt greche nella lega di Corinto, che costituiva la sudditanza al regno macedone.
Annunci una spedizione contro la Persia, ma Filippo fu assassinato e gli successe il figlio Alessandro.

Quando sal al trono aveva solo vent'anni e la sua formazione culturale era totalmente greca. Il suo migliore amico si chiamava Clito che lo aveva salvato quando venne ferito gravemente. Qualche anno dopo Alessandro lo uccise perch Clito gli rimproverava sempre di essersi trasformato in un tiranno.
Atene e Tebe provarono a ribellarsi, ma Alessandro le rase al suo facendo vendere gli abitanti come schiavi.
La spedizione part dalla Grecia e venne accompagnato da cartografi, filosofi, scienziati, medici, storici. L'esercito era costituito da 30000 soldati e 5000 cavalieri. La Persia era sotto il comando del re Dario III che affront i macedoni a Isso in cui Alessandro assal la guarda del corpo del re giungendo quasi a catturare lo stesso sovrano, che si salv con la fuga lasciando nelle mani nel nemico il tesoro imperiale. Quando arriv in Egitto fond una citt vicino al Nilo e la chiam Alessandria.
Nel frattempo Dario III aveva radunato un nuovo esercito e prima di rischiare, il Gran Re tent un accordo con Alessandro in cui la parte orientale doveva essere lasciata stare. Egli rifiut la proposta perch voleva ormai conquistare tutta l'Asia. Cos si scontrarono a Gaugamela e la vittoria fu dei macedoni. L'esercito di Alessandro si spinse sempre pi a oriente e quando arrivarono in India l'esercito, ormai stremato dalla fatica, si rifiut di procedere e ritorn verso Babilonia.

I danni prodotti dalla guerra del Peloponneso furono economici e politici. La Grecia si sentiva un popolo cittadino, non suddito. Nel 406 a.C. in Sicilia i cartaginesi approfittarono della guerra tra Atene e Sparta per provare a conquistare tutta l'isola e furono distrutte molte citt greche. Vi era cos un nuovo [...]






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