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martedì, aprile 15th, 2008

In passato la donna era un accessorio del capofamiglia (padre o marito).
Nel Codice di Famiglia del 1865, le donne non avevano il diritto di esercitare la tutela sui figli legittimi, non potevano essere ammesse ai pubblici uffici e non gestivano i propri guadagni, perch questo spettava al marito.
Nei primi anni del Novecento c’ una donna che lavora per le donne: Anna Kuliscioff, d’origine russa. Nel 1888 ha fondato la prima lega femminista milanese e nel 1892, con la nascita a Genova del Partito dei Lavoratori, assumer un ruolo determinante per il movimento delle donne.
Una semplice ragazza che vive nella palude pontina nel 1902 preferisce morire che subire la violenza di un uomo. Si chiama Maria Goretti. Proclamata Santa il 24 giugno 1950 da Papa Pio XII.
La donna urbanizzata dalla spinta industriale si sveglia alle sette. Se ha una casa in citt una donna molto fortunata. Trovarne una, nel triangolo industriale, era molto raro. Chi ha una casa e dei figli una donna privilegiata. Secondo una statistica del 1911, ci si sposa pi tardi perch avere dei figli vuol dire rinunciare a guadagnare in un’et in cui il lavoro femminile molto richiesto. La donna pu lavorare undici ore al giorno, sei giorni su sette, con una media di sessantacinque ore settimanali e guadagnare 1000 lire l’anno. Nei primi anni del secolo, la costa ligure si trasforma in un’avanguardia industriale. Durante la prima guerra mondiale, con gli uomini al fronte, la manodopera femminile aumenter a dismisura.
Oggi, la pari opportunit sul luogo di lavoro rimane ancora un sogno per le donne italiane, che sono le pi discriminate nel mondo.
La nostra nazione si colloca al quarantacinquesimo posto della classifica generale, all’ultimo posto tra i paesi pi industrializzati, ed superata anche da paesi come Zimbabwe e Thailandia. Il divario con i paesi scandinavi, primi in classifica, abissale. Tra i paesi europei, peggio di noi, c’ solo la Grecia.
L’Italia si colloca al quarantottesimo posto per presenze femminili al potere e quarantunesimo per accesso all’educazione. L’unico punto di forza rimane la tutela della salute e della maternit: in questo caso, l’Italia si colloca all’undicesimo posto.
Spesso le donne in posizioni imprenditoriali devono fare una difficile scelta tra famiglia e carriera. Negli USA, ad esempio, il 49% delle donne con posizioni ai vertici non ha figli, contro il 19% dei loro colleghi maschi.
Le donne, tuttavia, sono quelle che tendono ad ottenere i migliori risultati nei percorsi di formazione, ma poi sono penalizzate e discriminate dal mercato.
Il mercato per le donne prevede quei lavori a tempo parziale che erroneamente sono considerati pi adatti a quei soggetti che per natura svolgono un doppio ruolo, quello pubblico e quello privato.
Nella ricchissima Svizzera, le donne percepiscono uno stipendio inferiore del 30% rispetto a quello dei colleghi maschi.
La situazione e il ruolo della donna nel mondo del lavoro, nonostante le conquiste ottenute dai movimenti femministi del passato, in realt rivelano tuttora un’oppressione, una segregazione, una discriminazione di genere ben radicata; contro questo stato di cose bisogna iniziare a lottare, sviscerando le contraddizioni del sistema capitalista e patriarcale, solidale a livello globale, e quelle delle donne che sorreggono tali sistemi attraverso la pratica della delega o con una pi esplicita complicit.
In alcune zone dell’Africa, per esempio, si praticano forme di repressione sessuale che arrivano fino alla mutilazione dei genitali. Nei paesi arabi la fede musulmana consente che si perpetuino la poligamia maschile, forme di discriminazione sessuale verso la donna e l’assenza d’ogni autonomia giuridica. La povert poi favorisce altre forme di soggezione della donna, che vanno dalla prostituzione all’emigrazione nei paesi ricchi come forza-lavoro. Lo sviluppo economico-sociale e il confronto fra le diverse culture sono sicuramente la strada da percorrere per il superamento della discriminazione fra i sessi; il problema non pi rinviabile, perch la crescente immigrazione in Europa pone a diretto contatto mentalit e tradizioni diverse.
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In passato la donna era un accessorio del capofamiglia (padre o marito). Nel Codice di Famiglia del 1865, le donne non avevano il diritto di esercitare la tutela sui figli legittimi, non potevano essere ammesse ai pubblici uffici e non gestivano i propri guadagni, perch questo spettava al marito. Nei primi [...]


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  1. cerco la rivisitazione di shajar ad dur di jiurji zaydan.

    Comment by Anonimo — luglio 21, 2009 @ 9:06 pm

  2. sto cercando un tema sull’emancipazione famminile. sono iscritto al liceo classico di Savona.

    Comment by tiziano — ottobre 19, 2009 @ 6:15 pm


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