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Ludovico Ariosto nasce a Reggio Emilia nel 1474, la sua infanzia segnata dai frequenti spostamenti del padre, si dedica agli studi umanistici ed intrattiene rapporti con l’ambiente culturale ferrarese. ufficialmente accolto nella corte estense,dalla quale riceve un regolare stipendio, ma deve provvedere al sostentamento della numerosa famiglia. Si apre un periodo di intense attivit legate alla corte, con numerosi spostamenti, nello stesso periodo vanno in scena le sue prime commedie. Celebra nozze segrete con la nobile vedova Alessandra Benucci. Nel 1516 esce a Ferrara la prima edizione dell’Orlando furioso. Il rifiuto di seguire il cardinale Ippolito Este in Ungheria comporta una rottura tra i due e Ludovico trova una sistemazione dal fratello di qesti: Alfonso. Anche il nuovo incarico lo costringe a frequenti viaggi. Mor a Ferrara nel 1533.
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VITA
Reggio Emilia, 1474. Il padre al servizio degli Estensi di Reggio. La madre una donna nobile. Stabilitosi definitivamente a Ferrara con la famiglia compie i primi studi umanistici e intrattiene fervidi rapporti con gli intellettuali ferraresi del tempo (Pietro Bembo). Tranquillo, sereno e amante dello studio deve per abbandonarlo dopo la morte del padre per mettersi al servizio degli Estensi e provvedere alla famiglia. Ippolito d’Este lo costringe ad effettuare numerosissimi viaggi per lui noiosi e affatto gratificanti. A fine servizio si innamora Alessandra Benucci, una donna rimasta vedova da qualche tempo; il papa ostacola le loro nozze ma loro si sposano segretamente. 1516, Ferrara: 1° edizione dell’Orlando Furioso. 1517: il rifuto di seguire il cardinale Ippolito in Ungheria provoca la rottura fra i due e A. entra nella corte di Alfonso D’Este. La posizione degli Estensi in questo periodo inizia a vacillare: ad A. viene smezzato lo stipendio e viene nominato Commissario ducale in Garfagnana. A. mostra un notevole equilibrio politico e uno spiccato senso della giustizia. Dopo esser rientrato a Ferrara, si dedic completamente all’attivit letteraria e revision le sue opere (2° e 3° edizione dell’ O.F.), dedicandosi inoltre alla messa in scena delle commedie di Terenzio e Plauto. Muore nel 1533.
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Nacque l’8 settembre 1474 a Reggio Emilia dal conte ferrarese Niccol e da Maria Malaguzzi. Il padre comand la cittadella per conto del duca Ercole d’Este. Egli abit a Ferrara, dove visse per quasi tutta la vita.
Dopo aver intrapreso con mala voglia gli studi giuridici, Ludovico mostr una passione per la poesia e ottienne il permesso dal padre di dedicarsi alla letteratura. Ferrara era uno dei centri pi importanti dell’umanesimo.
La morte improvvisa del padre, costrinse Ludovico a interrompere gli studi umanistici e occuparsi della sua famiglia (era primo di 10 figli) e della difficile situazione economica della famiglia..
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Prima edizione del 1516. Nel 1517 ancora insoddisfatto del risultato: revisione del tipo linguistico tenta di eliminare latinismi avvicinandosi al modello toscano. Nel 1521 seconda edizione: revisione anche strutturale (ampliamento dei canti e complessiva revisione linguistica). Ultima edizione del 1532 i canti diventano 46 (prima erano 40), adegua la lingua ai canoni classicistici. (Lungo, eterno lavoro di lima).
Il latino era una lingua utilizzata da una ristretta cerchia: la corte => (continua…)


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100. il cavallo che si era cacciato nel bosco and alla ricerca del saraceno(mandricardo), ma non riuscito nell’ intento, non lo trov. giunge a un fiumicello nelle sue sponde fioriva un prato abbellito dalla natura di fiori e adorno di alberi.
101. il caldo del mezzogiorno rendeva gradita la frescura dell’ombra alle bestie resistenti e ai pastori svestiti, cosicch orlando non provava alcun fastidio per il fresco anche se aveva la corazza, l’elmo e lo scudo. in questo luogo egli entr per riposarsi e vi trov una dimora dolorosa e crudele e un soggiorno pi che mai funesto in quel giorno infelice e sfortunato.
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“La fuga di Angelica” il primo canto del poema. Il poeta riprende da dove Boiardo lo aveva interrotto: mentre Carlo Magno in guerra coi re arabi, Agramante e Marsilio, che hanno invaso la Francia, nel campo cristiano scoppiata la lotta tra i due paladini valorosi, Orlando e Rinaldo, per la bella Angelica. Questa fuggir a entrambi, oltre che a vari altri pretendenti,cos da creare un ottimo movimento narrativo.
Ariosto mostra una variet di immagini diverse tra loro (continua…)


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Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori,
le cortesie, l'audaci imprese io canto,
che furo al tempo che passaro i Mori
d'Africa il mare, e in Francia nocquer tanto,
seguendo l'ire e i giovenil furori
d'Agramante lor re, che si di vanto
di vendicar la morte di Troiano
sopra re Carlo imperator romano.
Nella prima ottava Ariosto fa una presentazione dei temi: mostra la novit dell'argomento trattato: Le donne si rif alla tradizione classicista e riprende Virgilio e Dante. Parlar perci della guerra che Agramante porta contro Carlo Magno, degli amori e delle imprese audaci.
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Il motore principale Angelica, la quale si addentra nella selva, che si presenta come locus horridus (spaventosa e scura) e nello stesso tempo amoenus(scorrere lento e melodioso dell’acqua, fresca erba, biancospini fioriti). Ma la selva soprattutto lo spazio vasto in cui i personaggi si muovono, inseguono l’oggetto della loro ricerca.
C’ l’impiego del meccanismo dell’attesa delusa, che innesca una serie di cambiamenti di rotta che danno al poema un’immagine di opera aperta. Ariosto testimone di un periodo di crisi del Rinascimento, caratterizzato da un profondo pessimismo rispetto alle capacit dell’uomo; il dibattersi dei personaggi e il loro strenuo tentativo di ottenere l’oggetto del proprio desiderio rappresenta una celebrazione dell’agire umano.
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L’opera tutta scritta in ottave ed inizia con una rima alternata.
Nel medioevo l’uomo sacrifica tutti i suoi valori e principi per la religione. Con Ariosto, invece, si ha il trionfo degli ideali rinascimentali, in cui la concezione dell’amore pi mondana.
Ariosto dopo la stesura, cerc di correggere anche la lingua, perch egli originalmente aveva scritto l’opera in volgare (dialetto emiliano), ma cercando la perfezione, elimin tutti i riferimenti a questo dialetto e lo convert in quello toscano, non usando per quello del popolo, ma quello illustre, rifacendosi quindi alla cultura del 300.
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Mentre Orlando sta affrontando in duello il saraceno Mandricardo, che lo aveva sfidato per vendicare l’uccisione del padre, il cavallo di quest’ultimo, imbizzarritosi, fugge nella foresta, costringendo Orlando ad inseguirlo per due giorni. Fino a quando giunge in uno splendido spiazzo (che diverr travaglioso albergo e crudo, empio soggiorno) con fiori, alberi, sui quali vede incisi i nomi di Angelica e Medoro intrecciati insieme. Orlando cerca di ingannare s stesso per non cadere nella disperazione: si sforza di credere che sia un’altra Angelica o che Medoro sia il soprannome datogli da lei.
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