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Canto 7 - Riassunto

stella | Appunti | Mercoledì, Giugno 25th, 2008
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Nell’inutile tentativo di dissuadere Dante e Virgilio, Pluto si rivolge a loro con parole oscure che invoca l’autorit di Satana, ma pronta la risposta di Virgilio. Egli, ricordando la sconfitta del principe dell’Inferno, annuncia che, ancora una volta, dovr piegarsi all’autorit divina. Superata l’ira di Pluto, discendono nel quarto girone degli avari e prodighi che si affrontano, in uno scontro senza tempo, lanciandosi reciproche accuse. Virgilio spiega a Dante la natura (continua…)

Canto 25 - Sintesi e critica

stella | Appunti | Martedì, Giugno 24th, 2008
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Dopo aver predetto a Dante la sconfitta dei Bianchi ad opera di Moroello Malaspina, Vanni Fucci alza le mani in un gesto osceno contro Dio, ma due serpenti si avventano immediatamente contro di lui, ponendo termine all’ostentazione di tanta superbia. Il ladro pistoiese, con le braccia e il collo chiusi, nelle loro spire, fugge inseguito dal centauro Caco, colpevole anche quest’ultimo di furto eseguito con frode. Tre dannati vengono nel frattempo a fermarsi sotto l’argine roccioso dal quale i due pellegrini hanno assistito alla trasformazione di Vanni Fucci in cenere, alla sua riconversione in figura di uomo, alla sua punizione ad opera dei serpenti. Nuove, pi allucinanti metamorfosi si svolgono sotto i loro occhi. Un serpente munito di sei piedi si lancia contro uno di questi ladri e si abbarbica al suo corpo come l’edera ad un albero. Come se fosse di cera la forma umana si trasferisce in quella del serpente, mentre questa, a sua volta, si perde in quella dell’uomo. Il risultato di questa innaturale fusione un mostro dall’aspetto indefinibile, che incomincia a percorrere in silenzio, con lento passo, il fondo della bolgia. Non appena questa metamorfosi si compiuta, un serpentello - che uno dei peccatori gi trasformati - con la velocit di un fulmine trafigge l’ombelico ad un altro dei tre ladri, ricadendo poi a terra davanti a lui come privo di forze, stregato. Mentre il serpente e l’uomo si guardano negli occhi attraverso il fumo che, uscendo dalla bocca del rettile si scontra con quello che si sprigiona dalla ferita dell’uomo, avviene la terza delle trasformazioni della settima bolgia, quella che nessuno dei poeti antichi riuscito ad immaginare: l’uomo assume a poco a poco le fattezze del serpente che gli sta davanti, questo si . trasforma nel dannato che ha ferito. La pena di coloro che in vita privarono il prossimo di beni materiali sui quali non potevano accampare alcun diritto, di essere privati del solo bene inalienabile di cui, per legge di natura, un uomo pu disporre: la propria figura umana.
(continua…)

Canto 32 - Sintesi e critica

stella | Appunti | Martedì, Giugno 24th, 2008
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San Bernardo, che ha sostituito Beatrice come guida di Dante nell’Empireo, incomincia a spiegare l’ordinamento della candida rosa e la disposizione dei beati.Il seggio pi alto occupato dalla Vergine, ai cui piedi si trova Eva. Nel terzo scanno siede Rachele con Beatrice. Seguono Sara, Rebecca, Giuditta, Rut e, fino al gradino pi basso, altre donne del Vecchio Testamento. Esse costituiscono cos una lunga fila che taglia verticalmente, in due parti, l’immenso anfiteatro celeste: a sinistra, dove tutti i seggi sono ormai occupati, si trovano i credenti in Cristo venturo, a destra,: dove appaiono ancora dei posti vuoti, godono la loro beatitudine i credenti in Cristo venuto. In alto, nella parte opposta al seggio della Vergine, siede San Giovanni Battista. Sotto di lui appaiono San Francesco, San Benedetto, Sant’Agostino e altri teologi e fondatori di ordini religiosi. Le due parti dell’Empireo - continua San Bernardo - saranno occupate da uno stesso numero di beati, perch agli eletti del Vecchio e del Nuovo Testamento stato riservato un uguale numero di seggi.La candida rosa appare divisa anche orizzontalmente in due parti uguali: mentre nella zona superiore appaiono le anime che si sono salvate per merito proprio, in quella inferiore si trovano le anime dei bambini che morirono prima di giungere all’et della ragione. Essi, nei primi secoli dell’umanit, da Adamo ad Abramo, ricevettero la salvezza grazie alla fede dei loro genitori; da Abramo a Ges grazie al rito della circoncisione; dopo l’avvento di Cristo divenne necessario il battesimo, senza il quale i bambini morti precocemente sono relegati al limbo.San Bernardo invita Dante a guardare la Vergine, che appare circondata dagli angeli, mentre l’arcangelo Gabriele ripete, cantando, le parole dell’annunciazione: “Ave Maria, gratia plena”.Il Santo riprende poi a presentare i beati dell’Empireo, indicando al suo discepolo gli eletti che occupano i seggi pi vicini a quello di Maria. Infine afferma che, prima di volgere lo sguardo verso Dio, necessario invocare l’aiuto della Vergine.
(continua…)

Canto 11 - Prosa

stella | Appunti | Martedì, Giugno 24th, 2008
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Sull’orlo di un alto pendio, formato da grandi macigni spaccati disposti circolarmente, Giungemmo al di sopra di una folla sottoposta a pi dolorosi tormenti;

e qui per lo spaventoso insopportabile fetore che esala il basso inferno, cercammo riparo dietro il coperchio

di una grande tomba, sul quale vidi la seguente iscrizione: ” Custodisco papa Anastasio, che Fotino allontan dalla giusta strada “.

Secondo una tradizione diffusa nel Medioevo, Anastasio II, pontefice dal 496 al 498, sarebbe incorso nell'ira di Dio per aver aderito all'eresia monofisita (secondo la quale la persona del Cristo aveva accolto in s una sola natura, quella umana) in seguito ai suggerimenti di Fotino, diacono di Tessalonica.
(continua…)

Canto 9 - Riassunto

stella | Appunti | Martedì, Giugno 24th, 2008
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Alla fine del canto VIII, Dante e Virgilio giungono ai piedi della citt di Dite, quella zona che divide l’Alto Inferno dal Basso. Il loro passaggio, per, ostacolato dalla presenza di diavoli. Virgilio cerca di scacciarli con il consueto intervento ma non ci riesce e per tanto necessario l’aiuto della Grazie Divina, che invia, in loro soccorso, un messo celeste. Allegoricamente, Virgilio, che rappresenta nell’opera la ragione umana, chiede aiuto a Dio laddove questa si mostra inefficace. Dopo essere tornato presso Dante, Virgilio riacquista la propria serenit e incoraggia il suo discepolo ricordandogli di essere gia sceso in fondo all’Inferno. Il pellegrino, sempre pi smarrito e perplesso, chiede alla sua guida se le anime del Limbo possono scendere nel Basso Inferno, cercando di sapere, indirettamente se Virgilio conosce veramente la strada. Questi, che ha capito perfettamente quello che cosa intende dire Dante, risponde che raramente le anime del Limbo scendono gi, ma tuttavia egli vi sceso poco dopo la morte, chiamato dai lamenti della maga Eritone, per trarne uno spirito nel cerchio di Giuda. Dante non deve temere che la sua guida non conosca la strada. All’improvviso, sulle mura della citt, compaiono le tre furie infernali, le Erinni, fedeli creature a Prosperina, regina dell’Inferno, mostri dalle sembianze di donna e chiome formate da un intrico di serpenti. Virgilio le indica a Dante, pronunciando i loro nomi (Megera, Aletto e Tesifone) mentre esse, graffiandosi il petto, invocano Medusa. Ma da sole sono impotenti e non possono punire il vivo (Dante) che ha osato violare la dimora della morte, per questo invocano, a gran voce, Medusa che ha il potere di trasformare in pietra chiunque la guardi. Virgilio invita il suo discepolo a voltarsi e a coprirsi gli occhi nel caso in cui comparisse Medusa. Ma da lontano si preannuncia ormai l’arrivo dell’angelo, venuto in soccorso dei due pellegrini. Lo precede un fragore d’uragano, mentre davanti a lui, che avanza sereno nella palude senza nemmeno bagnarsi i piedi., i diavoli e i dannati, in numero sterminato, si danno alla fuga. Virgilio esorta Dante ad inginocchiarsi, ma l’angelo non degna loro neanche uno sguardo: altre preoccupazioni sembra dominare il suo animo.
(continua…)

Canto 1 - Spiegazione

stella | Appunti | Martedì, Giugno 24th, 2008
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Il canto si apre sulla consapevolezza che la salvezza nel ritorno a Dio, con una protasi (Dante si propone di raccontare il suo viaggio fino all'Empireo e il suo incontro con Dio) e con un'invocazione ad Apollo, dio della poesia e delle arti, cui il poeta chiede assistenza a causa della difficolt e dell'altezza dell'argomento. Dante e Beatrice si trovano ancora sulla cima del Purgatorio, e lo sguardo della donna verso il sole induce Dante a fare lo stesso ed ad affrontare il tema dell'ascesa, del volo verso Dio. I personaggi si trovano in primavera, a mezzogiorno, quando si nella pienezza della luce; egli si sente avvolto da questo fascio di luce come se avesse riconquistato i poteri dell'uomo prima del peccato originale. La luce il segno del progressivo avvicinarsi a Dio. In questa armonia di luce c' per una nota stonata: il suo corpo. A questo punto, interviene Beatrice a spiegargli che quel mondo non regolato da leggi fisiche: l'unica legge quella religiosa. Ad ogni cosa Dio ha assegnato un fine. Le cose sono come navi in movimento in un immenso oceano, ognuna con il suo carico; ognuna raggiunger il porto cui stata avviata, ma il pilota che guida tutto dall'alto Dio. Il male pu deviare gli uomini dal loro fine, poich questi si lasciano attrarre dai piaceri mondani e si staccano da Dio. Da qui nasce il bisogno di reinsegnare agli uomini il piacere dell'obbedienza alle leggi di Dio. Nel canto anche presente un'altra tematica, che quella dell'incontro delle due maggiori esperienze culturali del Medioevo: la mistica e la razionalistica. La mistica propria degli ordini monastici contemplativi (benedettini, cistercensi, camaldolesi), la razionalistica dei domenicani e di molte filosofie che si rifecero ad Aristotele ed ebbero il maggior esponente in San Tommaso. La prima si concentra sull'inadeguatezza dell'uomo a cogliere l'esperienza religiosa in modo razionale. La seconda, invece, afferma di poter spiegare razionalmente le verit di fede, e ne un esempio la spiegazione che Beatrice d del volo del poeta. Nel canto, tuttavia, affiora e si colloca in primo piano il tema dell'ordine universale. Beatrice qui appare come un'autentica maestra che utilizza la sapienza filosofica e teologica, ma con partecipe e commossa attenzione, con grazia, con nobilt, senza smancerie e senza freddezza. Il canto inizia con l'immagine di Dio («La gloria di colui che tutto move…»), a differenza del primo canto dell'Inferno, che inizia con l'immagine di Dante-attore («Nel mezzo… mi ritrovai…»), e del primo canto del Purgatorio, che si apre con la figura di Dante-autore («Per correre… la navicella del mio ingegno…»). Gi dalla prima terzina si deduce che il paradiso il regno della luce, segno della beatitudine e della spiritualit, ma anche della gloria e della potenza di Dio; Dio il motore di ogni cosa; l'universo visto come una piramide formata da infiniti gradini dove si dispongono le creature.
(continua…)

Canto 25 - Parafrasi

stella | Appunti | Martedì, Giugno 24th, 2008
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Se mai avvenga che questo sacro poema alla cui composizione hanno concorso la scienza divina e l’umana esperienza, cos che la fatica durata lunghi anni mi ha fisicamente logorato,

riesca a piegare la crudele volont (dei miei concittadini) che mi costringe a stare lontano da Firenze, la mia dolce patria dove io (un tempo) vissi come cittadino pacifico, ma avverso ai faziosi che portano discordia nella citt,

ritorner poeta con voce diversa ormai e con diverso aspetto, e nel battistero di San Giovanni, dove fui battezzato, cinger la corona poetica,
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Canto 23 - Sintesi e critica

stella | Appunti | Martedì, Giugno 24th, 2008
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Inferociti per lo smacco subito, i Malebranche inseguono i due pellegrini, ma questi riescono a porsi in salvo calandosi per il dirupo che porta nella sesta bolgia. Qui una folla di anime, quelle degli ipocriti, avanza a passi lentissimi, oppressa da pesanti cappe di piombo, tutte dorate esteriormente. Due dei dannati pregano Dante e Virgilio di sostare ed uno, invitato dal Poeta, parla di s e del compagno e accenna alla loro colpa: bolognesi e frati Gaudenti entrambi, ricoprirono insieme a Firenze la carica di podest, con il compito di riportare la pace fra i partiti. I risultati della loro doppiezza sono ancora visibili nei pressi del Gardingo, dove un tempo sorgevano le dimore degli Uberti, poi rase al suolo. Dante di nuovo rivolge loro la parola, ma all’improvviso tace, poich il suo sguardo si ferma su un peccatore crocifisso a terra per mezzo di tre pali. Uno dei due frati Gaudenti gli spiega che si tratta del gran sacerdote Caifas, il quale sugger al Farisei di suppliziare e uccidere Cristo; poi rivela che nessun ponte scavalca la sesta bolgia. Malacoda ha dunque mentito. Virgilio, crucciato, si allontana a gran passi, seguito dal discepolo.
(continua…)

Canto 2 - Prosa

stella | Appunti | Martedì, Giugno 24th, 2008
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Il sole aveva gi toccato l'orizzonte il cui cerchio meridiano sovrasta col suo punto pi alto (lo zenit) Gerusalemme;

e la notte, che ruota intorno alla terra agli antipodi del sole, sorgeva dal Gange, nella costellazione della Libra (con le Bilance: durante l'equinozio di primavera, quando il sole nella costellazione dell'Ariete), che le cade di mano quando (dopo l'equinozio d'autunno: il sole entra allora nella Libra) supera la durata del giorno (entrando nella costellazione dello Scorpione);
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Canto 30 - Sintesi e critica

stella | Appunti | Martedì, Giugno 24th, 2008
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Scomparsi alla vista dei due pellegrini celesti il punto luminoso e i nove cerchi angelici ruotanti intorno ad esso, il Poeta si volge di nuovo a guardare Beatrice: la bellezza della sua donna tale che egli si sente incapace di descriverla.Riprendendo a parlare, Beatrice rivela al discepolo che essi non si trovano pi nel Primo Mobile, l’ultimo dei cieli fisici, ma sono ascesi all’Empireo. Nella decima sfera ha la sua sede Dio e godono l’eterna beatitudine le due “milizie” del cielo, quella degli angeli e quella dei beati, questi ultimi con lo stesso aspetto che avranno nel giorno del Giudizio Universale, allorch ciascuno riprender il proprio corpo. Dopo essere rimasto abbagliato dallo splendore dell’Empireo, il Poeta, riacquistando la vista, si accorge che i suoli occhi sono diventati capaci di sopportare anche la luce pi fulgida. Dapprima Dante osserva un fiume di luce che scorre tra due rive fiorite. Dal fiume escono innumerevoli faville che, dopo essersi posate sui fiori, ritornano nel miro gurge dal quale erano uscite. Questa visione - spiega Beatrice - solo un “umbrifero prefazio” di ci che realmente e che Dante, per le sue deboli capacit umane, non pu ancora cogliere nella sua integrit. Allorch il suo sguardo ha preso nuovo vigore, il Poeta vede che quel fiume di luce ha assunto una forma circolare e che i fiori non erano altro che i locati e le faville gli angeli. La visione diventa sempre pi chiara: l’Empireo ha la forma di un grande anfiteatro, i cui seggi sono occupati dai santi. Su un seggio vuoto Dante scorge una corona: quello - commenta Beatrice - il posto riservato ad Arrigo VII, l’imperatore che tenter, inutilmente, di porre termine alle lotte politiche che tormentano l’Italia, e che trover nel pontefice Clemente V il suo pi fiero avversario.
(continua…)

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