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La folla ora non pi compatta: si dirada e si ricompone in piccoli capannelli a commentare e a prevedere. Si parla dell'accaduto, delle ragioni che vi stanno sotto, si manifestano propositi di ritorno per il giorno seguente. Renzo che per la nuova e straordinaria esperienza vissuta in quelle ore vive come in una sorta di eccitazione, quasi di ubriachezza, al centro di un crocchio prende la parola e dal fatto milanese risale al fatto personale: parla ad alta voce di ingiustizia, (continua…)


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Il racconto della vicenda da cui prende le mosse il romanzo prende l'avvio con un'ampia, minuta, realistica, visione del paesaggio in cui si colloca il paese brianzolo dove abitano Renzo e Lucia, i due promessi sposi. Lui un filatore di seta, orfano di padre e di madre; lei filatrice in una filanda ma senza continuit di lavoro: vive con la madre vedova. Si dovevano sposare e il matrimonio era fissato per l'otto novembre 1628. Tutto sarebbe andato liscio, se il signorotto (continua…)


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A Monza dove sono giunti trasportati da un barocciaio i tre si separano: Renzo prosegue solo per Milano. Agnese e Lucia bussano alla porta del convento di suore indicato dal frate a cui li ha presentati padre Cristoforo. Sono presentate non alla badessa ma ad una suora, suor Gertrude, che in convento gode di particolari privilegi, anche perch, figlia di grandi aristocratici, per eredit conserva sul convento dei diritti feudali. E qui il Manzoni si ferma nella presentazione di questa (continua…)


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In paese, cos riferisce al ritorno il bravo, era giunto in visita pastorale il cardinale Federigo Borromeo: per questo il paese era tutto infesta e per questo vi accorreva tanta gente dalle campagne e dai borghi vicini. Tanta festa per un uomo! E per quali ragioni? Che cosa di non comune possiede quell'uomo che lo fa tanto amare? Al contrario, quando lui, l'Innominato, passa per le strade, intorno si fa il deserto. Dalla gente s temuto ma anche escluso. Di qui l'insorgenza (continua…)


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Allontanatosi dal letto di morte di don Rodrigo, con animo molto commosso, con la commozione che ci prende quando pressati dall'impressione dei morti o dei moribondi ci ripieghiamo a pensare a noi e al senso di tutta la vita, Renzo riprende lungo il lazzaretto la sua ricerca di Lucia: come cercare un ago in un pagliaio. Al centro, quasi punto di riferimento e di convergenza, la cappella a pianta centrale, con un portico che girando intorno lascia la vista dell'altare da (continua…)


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Renzo ha da poco varcato l'ingresso del lazzaretto, che il tempo quasi sciogliendosi dalla gravezza da tempo imperante sulla citt si risolve in un forte temporale. L'acqua veniva a secchie. Ma Renzo non si lascia frenare o distogliere: una nuova, fervida, alacre vita sembra essersi ridestata in lui e lo spinge infaticabile verso il proprio paese. Deve ordinare parecchie cose e deve ormai preparare tutto per l'arrivo di Lucia: allora si penser al matrimonio. Cammina (continua…)


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Per tutto l'anno 1629 fino all'autunno la situazione politica generale non sub particolari modificazioni. Dopo il tumulto di S. Martino l'abbondanza sembr tornata a Milano. Ma fu questione di pochi giorni: torn il calmiere del pane con un prezzo pi alto in rapporto alla rarefazione del grano. La poca farina che doveva essere amministrata con provvedimenti di equa distribuzione fu sprecata e lo Stato non seppe importare dall'estero grano a sufficienza. Si era creduto che con l'impiccagione di quattro uomini ritenuti responsabili del tumulto le cose trovassero sistemazione. Invece le cose peggiorarono: ma non ci fu tumulto, quasi la gente istintivamente avvertisse la impossibilit di radicali miglioramenti e di trasformazioni. La fame fiacc anche i pi generosi. La carestia temuta durante i mesi autunnali ed invernali si present con il suo volto devastatore. Dappertutto botteghe chiuse, le strade un corso incessante di miserie, accattoni sempre pi numerosi, potenziati dai molti disoccupati, sempre pi numerosi coloro che, vestiti di cenci, smagriti, emaciati, a volte incapaci di reggersi in piedi, chiedevano l'elemosina. Anche gente che era stata bene e aveva goduto di un certo agio ora sembrava schiacciata dalla fame. L'aspetto pi doloroso era offerto dalla gente di campagna che la fame aveva cacciato di casa: ora accovacciati alle cantonate o in lunghe processioni i contadini provavano l'impossibilit per la citt di provvedere a loro. Sempre pi numerosi si fecero i morti. Pochi gli aiuti da parte delle anime pi attente e generose. Eroica l'azione del cardinale che incarica giovani ed attivi preti a dare assistenza ai pi colpiti. Ma si tratta sempre di toppe. Ci voleva l'azione dello Stato che, invece, fu del tutto assente o inadeguata. Contro il parere del Tribunale della Sanit che temeva dall'ammassamento in brevi spazi lo scoppio di un 'epidemia, si decise di aprire il Lazzaretto. L la gente trovava un minimo di assistenza alimentare: vi furono condotti a forza anche quelli che si opponevano al ricovero. Ma la morte per contagio assunse proporzioni rilevanti: di qui la decisione di rimandare fuori gli affamati. Finalmente giunse la primavera e qualcosa si cominci a trovare.
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Ora che si sa ricercato, Renzo non se la sente di passare per la via maestra. Il suo timore che sbirri siano stati disseminati per la strada alla ricerca di presunti delinquenti. Prende una strada di campagna. Cammina anche la mente che riepiloga gli ultimi avvenimenti e si ferma in particolare sul racconto del mercante, dalle cui parole lui usciva dipinto come un congiurato pericoloso, al servizio di potenze straniere. E, intanto, con le tenebre protettive e difensive aumenta l'ansia: (continua…)


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Lucia s'era destata da poco dal sonno profondo in cui era caduta dopo aver fatto alla Madonna il voto di castit, se fosse stata liberata e restituita a sua madre. Grande la sua gioia al mattino, quando sente di essere libera. L'Innominato si affretta a chiederle perdono. Con la stessa lettiga con cui la donna era venuta al castello, anche Lucia si avvia in paese. La discesa tormentosa per don Abbondio, che sembra il centro di attrazione di tutti i guai. La mula, nonostante (continua…)


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Durante tutta la sera don Rodrigo ha vegliato, pi che mai agitato, ha atteso l'arrivo del Griso, la cui missione invece fallita. Il Griso torna a palazzo insieme coi suoi bravi che si muovono come un branco di segugi con le code ciondoloni. Al padrone che lo rimprovera aspramente e lo accusa di inefficienza il Griso fa una relazione di tutti i fatti. Ora bisogna pensare a mettere un riparo a tutte le conseguenze: le autorit amministrative del paese vengono subito bloccate con (continua…)