Ciao Gabriele!
Era un ragazzo come noi..ed morto senza un vero motivo.
Skuola.net si stringe intorno alla famiglia e spera che sia fatta presto luce su questa triste vicenda.
La Redazione
Il Blog di Gabriele
Era un ragazzo come noi..ed morto senza un vero motivo.
Skuola.net si stringe intorno alla famiglia e spera che sia fatta presto luce su questa triste vicenda.
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Il Blog di Gabriele
Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole pi nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
(continua…)
Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole pi nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
(continua…)
Gabriele D'Annunzio, poeta e scrittore (Pescara 1863-Gardone Riviera 1938). Condusse vita fastosa e brillante nei salotti romani e nella villa della Capponcina presso Settignano, dove visse un amore con E. Duse. Partecip alla vita politica, schierandosi nel 1915 con gli interventisti (a Quarto, pronunci un infiammato discorso per l'intervento) e prendendo parte alla guerra, poi, anche con imprese audaci e clamorose come la beffa di Buccari e il volo su Vienna. Nel 1919 marci con i legionari su Ronchi e occup Fiume, restando a capo per un anno della Reggenza italiana del Carnaro. Chiuse la sua vita in una villa presso Gardone, il Vittoriale, che egli trasform in un mausoleo pieno di cimeli della sua vita inimitabile. Fu il pi importante esponente del decadentismo italiano: l'identificazione di letteratura e vita il presupposto dell'arte dannunziana, che contrappone alla prosaica realt dell'Italia giolittiana l'estetismo, cio il culto religoso dell'arte (da qui lestrema raffinatezza formale delle sue opere). Ricav da Nietzsche il mito del superuomo (forza fisica, sfrenata sensualit, disprezzo per la plebe, aspirazione alla grandezza nazionale) che influ sul costume del tempo. Scrisse in poesia: Primo vere (1879), prima raccolta di poesie, Canto novo (1882), Poema paradisiaco (1893), quattro libri (Maia, Elettra, Alcyone, Merope) delle Laudi (1903-1912). In prosa: Le novelle della Pescara (1902); romanzi: Il piacere (1889), L'innocente (1892), Il trionfo della morte (1894), Il fuoco (1900), Forse che s forse che no (1910). Tragedie: La citt morta (1898), Francesca da Rimini (1901), La figlia di Iorio (1904), La fiaccola sotto il moggio (1905), La nave (1908), Fedra (1909); prose autobiografiche: La Leda senza cigno (1916), Notturno (1921), Le faville del maglio (1924-1928); postumo l'epistolario Solus ad solam.
(continua…)
Settembre, andiamo. E' tempo di migrare.
Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all'Adriatico selvaggio
che verde come i pascoli dei monti.
Han bevuto profondamente ai fonti
alpestri, che sapor d'acqua nafia
rimanga ne' cuori esuli a conforto
che lungo illuda la lor sete in via.
Rinnovato hanno verga d'avellano.
E vanno pel tratturo antico al piano,
(continua…)
Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole pi nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
(continua…)
La vita
Nacque a Pescara nel 1863. Studi a Firenze presso il Liceo Cicognini e consegu la licenza liceale, s'iscrisse alla facolt di lettere di Roma. Dal 1897 al 1903 si dedic interamente alla produzione teatrale. Nel 1910 si trasfer in Francia dove scrisse testi teatrali in francese. Nel 1925 ritorn in Italia e partecip alla Prima Guerra Mondiale come volontario. Promosso tenente colonnello, guid spericolate azioni tra cui il noto volo su Vienna nel 1918. A guerra finita si fece interprete dell'insoddisfazione per la “vittoria mutilata” e alla testa dei legionari di Ronchi occup Fiume e nel 1920 proclam la reggenza del Quarnaro. Nel 1921 lasci la politica attiva e si stabil sul Lago di Garda nella villa da lui chiamata il “Vittoriale degli italiani”. Nel 1924 Mussolini lo nomina principe di Montenevoso. Mor il 1° Marzo del 1938.
(continua…)
Gabriele D’Annunzio nasce a Pescara il 12 marzo 1863. Nel 1881 si iscrive alla facolt di lettere. Nel 1879 pubbliche una raccolta di versi, Primo Vere. A Roma collabora a vari periodici scrivendo di letteratura e tenendo maliziose rubriche di cronaca mondana. Contemporaneamente conduce una intensa e spregiudicata vita di societ, frequentando gli ambienti aristocratici. Nel 1883 fugge con la giovane duchessa di Gallese che sposa lo stesso anno contro il parere dei genitori della ragazza e da questa relazione nascono tre figli. Pur continuando a vivere in modo dispendioso e dissipato, D’Annunzio ha modo di dedicarsi alla produzione letteraria; escono la raccolta di novelle Terra Vergine, le raccolte di versi Canto Novo, Elegie Romane, Poema Paradisiaco e i romanzi Il Piacere, Giovanni Episcopo, L’Innocente. Nel 1891, per sfuggire ai creditori, si trasferisce a Napoli, dove si mantiene collaboratore con “Il Mattino”. Questo periodo contrassegnato da una nuova relazione amorosa e dalla nascita di una figlia. Ed in questo periodo che pubblica “Il Trionfo della Morte”. Nel 1895 D’Annunzio conosce a Venezia la grande attrice Eleonora Duse. Fra i due inizia una travolgente storia d’amore che influenza profondamente la produzione letteraria dello scrittore, indirizzandola anche verso il teatro. Alla Duse e all’esperienza vissuta durante il viaggio in Grecia s’ispira la tragedia “La Citt Morta”. Entrata in crisi la relazione con la Duse, che si conclude nel 1909, D’Annunzio trova una nuova amante. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale D’Annunzio contrario alla neutralit dell’Italia. Alla fine della guerra, D’Annunzio ormai un personaggio popolarissimo e capace di esercitare una forte influenza sull’opinione pubblica. Muore al Vittoriale il primo marzo 1938. D’Annunzio abolisce ogni separazione fra arte e vita. L’idea dannunziana di superuomo deriva da quella elaborata dal filosofo tedesco Nietzsche. Quest’ultimo accusa la tradizione giudaico-cristiana di aver ridotto il mondo terreno a puro riflesso della realt trascendente e di avere ingabbiato e represso le forze pi positive dell’individuo, quelle “dionisiache” dell’istinto e dell’irrazionalit. Ma nonostante la passione per gli scritti di Nietzsche, D’Annunzio non ne coglie l’intimo significato. Il maggior travisamento va ricercato proprio nella definizione del concetto di superuomo che, nel pensiero del filosofo tedesco, presuppone il concetto di “morte di Dio” a cui corrisponde la nascita e la formazione di un nuovo modello umano, l’”uomo nuovo”. Costui sar in grado, a differenza dell’uomo “debole”, di derivazione giudaico-cristiana, di esercitare la “volont di potenza” nell’”eterno presente” di un mondo inedito, che dovr imparare a fare a meno di Dio e di ogni illusione metafisica.
(continua…)
Vita ed opere
Poeta e scrittore italiano. Appartenente a una famiglia della borghesia agiata, frequent il prestigioso Real Collegio-Liceo Cicognini di Prato. La lettura delle Odi Barbare di Carducci lo stimol a comporre la prima opera poetica, Primo vere (1879), che venne accolta favorevolmente dai critici. Trasferitosi a Roma nel 1881 per iscriversi alla facolt universitaria di Lettere, D. si mise presto in luce quale protagonista della vita mondana e letteraria della citt. (continua…)
Gabriele D’Annunzio nacque a Pescara nel 1863, studi a Prato nel liceo Cicognani e, nel 1881 si trasfer a Roma per iscriversi alla facolt di lettere. Intanto aveva pubblicato la sua prima opera, Primo Vere (1880) e, due anni dopo, Canto Novo. Nel 1897 fu eletto deputato e, nel 1910, si trasfer a Parigi per sfuggire ai creditori. Intanto pubblic Il piacere, Francesca da Rimini e le Laudi. All’inizio della prima guerra mondiale D’Annunzio si pose a capo del movimento interventista e part come volontario per il fronte. In guerra si fer ad un occhio e scrisse Il notturno (1916) poi, alla fine della guerra, divenne il protagonista dell’impresa di Fiume e, in seguito, si ritir nella sua villa di Gardone. D’Annunzio mor nel 1938.
(continua…)
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