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Regina: Elissa
Tema: Chi sa utilizzare bene l’arte della parola
Luogo: Firenze (palazzo strozzi)
Trama: Cisti un fornaio e un giorno, consapevole della bont del suo vino, decide di farlo assaggiare ad un nobile gentiluomo, Geri Spina, legato dell’ambasciatore, e a ai suoi due ambasciatori con la scusa che la giornata andava facendosi molto calda. L’abile capacit di Cisti di attrarre l’attenzione, fa s che i tre gentiluomini assaggino il suo vino e gli porgano cortesi complimenti. Ad una cena di lavoro, Geni vuole fare assaggiare a tutti il vino di Cisti; consegna cos ad un giovane servo un fiasco e lo manda dal fornaio. Il servo, tuttavia, desideroso di bere anche lui la squisita bevanda, si reca da Cisti con un fisco pi capiente. Qui inizia uno scontro di battute, indirette perch riportate ad entrambi dallo stesso servo, tra messer Geri e il fornaio che vengono poi a capo della bella scoprendo che la colpa del servitore. La novella si conclude con Cisti che, nonostante di condizione inferiore a messer Geri, si pone sul suo stesso piano grazie alla nobilt d’animo.
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I fratelli dell'Isabetta uccidon l'amante di lei; egli l'apparisce in sogno e mostrale dove sia sotterrato. Ella occultamente disotterra la testa e mettela in un testo di bassilico; e quivi su piagnendo ogni d per una grande ora, i fratelli gliele tolgono, ed ella se ne muore di dolore poco appresso
Finita la novella d'Elissa, e alquanto dal re commendata, a Filomena fu imposto che ragionasse; la quale, tutta piena di compassione del misero Gerbino e della sua donna, dopo un pietoso sospiro incominci.
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E per ci, amorose donne, con ci sia cosa che molto detto si sia delle beffe fatte dalle donne agli uomini, una fattane da uno uomo ad una donna mi piace di raccontarne, non gi perch io intenda in quella di biasimare ci che l'uom fece o di dire che alla donna non fosse bene investito, anzi per commendar l'uomo e biasimare la donna, e per mostrare che anche gli uomini sanno beffare chi crede loro, come essi da cui egli credono son beffati; avvegna che, chi volesse pi propriamente parlare, quello che io dir debbo non si direbbe beffa, anzi si direbbe merito; per ci che, con ci sia cosa che ciascuna donna debba essere onestissima e la sua castit come la sua vita guardare, n per alcuna cagione a contaminarla conducersi; e questo non potendosi cos appieno tuttavia, come si converrebbe, per la fragilit nostra; affermo colei esser degna del fuoco la quale a ci per prezzo si conduce; dove chi per amore, conoscendo le sue forze grandissime, perviene, da giudice non troppo rigido merita perdono, come, pochi d son passati, ne mostr Filostrato essere stato in madonna Filippa osservato in Prato.
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In questa novella si parla della beffa fatta a Calandrino,che era un bonaccione e credeva a tutto ci che gli si diceva. Un giorno, un giovane, chiamato Maso del Saggio, gli fece credere dell'esistenza di una pietra che aveva il potere di rendere invisibili, che si trovava nel Mugone. Queste si trovavano in varie dimensioni, tutte di colore nero. Calandrino allora disse tutto ai suoi amici pi cari: Buffalmacco e Bruno e insieme andarono a cercare la pietra. Calandrino si (continua…)


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Gualtieri decide di lasciare Griselda sua moglie da tredici anni, poich aveva deciso di prendere un'altra moglie. Ma per lasciare la moglie, Gualtieri, aveva bisogna del permesso di suo padre, che non gli concesse. Griselda con lo stesso volto tranquillo e la serenit che l'aveva contraddistinta nell'affrontare altre offese, si preparava ad affrontare anche questa ultima e grande offesa.
Gualtieri non avendo avuto il permesso dal padre, scrive delle lettere false a nome di suo padre che gli permettano il divorzio e finge che tali lettere siano arrivate da Roma, egli cos agli ogghi dei sudditi e della stessa moglie ha la dispenza per risposarsi.
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Nastagio degli Onesti, amando una de' Traversari, spende le sue ricchezze senza essere amato. Vassene, pregato da' suoi, a Chiassi; quivi vede cacciare ad un cavaliere una giovane e ucciderla e divorarla da due cani. Invita i parenti suoi e quella donna amata da lui ad un desinare, la quale vede questa medesima giovane sbranare; e temendo di simile avvenimento prende per marito Nastagio.
Come Lauretta si tacque, cos, per comandamento della reina, cominci Filomena.
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Essendo vescovo di Firenze messer Antonio d'Orso, valoroso e savio prelato, venne in Firenze un gentile uom catalano, chiamato messer Dego della Ratta, maliscalco per lo re Ruberto. Il quale, essendo del corpo bellissimo e vie pi che grande vagheggiatore, avvenne che fra l'altre donne fiorentine una ne gli piacque, la quale era assai bella donna ed era nepote d'un fratello del detto vescovo.
E avendo sentito che il marito di lei, quantunque di buona famiglia fosse, era avarissimo e cattivo, con lui compose di dovergli dare cinquecento fiorin d'oro, ed egli una notte con la moglie il lasciasse giacere; per che, fatti dorare popolini d'ariento, che allora si spendevano, giaciuto con la moglie, come che contro al piacer di lei fosse, gliele diede. Il che poi sappiendosi per tutto, rimasero al cattivo uomo il danno e le beffe; e il vescovo, come savio, s'infinse di queste cose niente sentire.
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Lisabetta la protagonista della quinta novella della quarta giornata. Fisicamente viene descritta come una “giovane bella e assai costumata” che nasconde in s una profonda determinazione nel raggiungere i propri obiettivi. In lei appare subito evidente un dualismo in quanto da una parte caratterizza dalla determinazione e dal fato che non si arrende alla sua infelicit senza Lorenzo, ma dall’altra a distinguerla negativamente la sua sottomissione ai fratelli. Nonostante ella (continua…)


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Ma per farvi avvedere quanto abbiano in s di bellezza tempi detti, un cortese impor di silenzio fatto da una gentil donna ad un cavaliere mi piace di raccontarvi.
S come molte di voi o possono per veduta sapere o possono avere udito, egli non ancora guari che nella nostra citt fu una gentile e costumata donna e ben parlante, il cui valore non merit che il suo nome si taccia. Fu adunque chiamata madonna Oretta, e fu moglie di messer Geri Spina; la quale per avventura essendo in contado, come noi siamo, e da un luogo ad un altro andando per via di diporto insieme con donne e con cavalieri, li quali a casa sua il d avuti avea a desinare, ed essendo forse la via lunghetta di l onde si partivano a col dove tutti a pi d'andare intendevano disse uno de'cavalieri della brigata:
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Come Lauretta si tacque, cos, per comandamento della reina, cominci Filomena.
Amabili donne, come in noi la piet commendata, cos ancora in noi dalla divina giustizia rigidamente la crudelt vendicata; il che acci che io vi dimostri e materia vi dea di cacciarla del tutto da voi, mi piace di dirvi una novella non men di compassion piena che dilettevole.
In Ravenna, antichissima citt di Romagna, furon gi assai nobili e ricchi uomini, tra' quali un giovane chiamato Nastagio degli Onesti, per la morte del padre di lui e d'un suo zio, senza stima rimaso ricchissimo. Il quale, s come de'giovani avviene, essendo senza moglie, s'innamor d'una figliuola di messer Paolo Traversaro, giovane troppo pi nobile che esso non era, prendendo speranza con le sue opere di doverla trarre ad amar lui; le quali, quantunque grandissime, belle e laudevoli fossero, non solamente non gli giovavano, anzi pareva che gli nocessero, tanto cruda e dura e salvatica gli si mostrava la giovinetta amata, forse per la sua singular bellezza o per la sua nobilt s altiera e disdegnosa divenuta, che n egli n cosa che gli piacesse le piaceva.
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